Interconnessioni est-ovest per ridurre i prezzi?

Seguire il sole: interconnessioni
est-ovest per ridurre i prezzi?

di Alberto G. Pincherle


Lo sviluppo di reti elettriche lungo la direttrice est-ovest può favorire l’integrazione delle rinnovabili e ridurre il costo dell’energia in Italia? Una riflessione sul ruolo strategico delle interconnessioni nel Mediterraneo


La lotta al cambiamento climatico ha avviato una profonda transizione verso le fonti rinnovabili, che nel lungo periodo dovrebbero coprire la totalità dei consumi energetici, salvo raggiungere la stessa decarbonizzazione del settore energetico tramite soluzioni alternative, come la cattura e lo stoccaggio dei gas serra generati dai combustibili fossili.

Le fonti rinnovabili sono numerose, ma molte presentano una natura intermittente, pur essendo prevedibili con diversi gradi di accuratezza. Tecnologie come solare, eolico, idroelettrico, moto ondoso e maree differiscono sia per prevedibilità temporale sia per variabilità di magnitudine. Integrare una quota crescente di questa produzione non programmabile con i profili di consumo rappresenta da anni un tema centrale di ricerca e sviluppo. Una sfida ben nota ma tuttora centrale nella transizione energetica.

Le soluzioni individuate includono:
● gestione della domanda: un insieme di strategie che mirano ad adattare i consumi al profilo di generazione, avvicinandosi all’obiettivo ideale di far seguire la domanda alla produzione;
● sistemi di accumulo: dispositivi e tecnologie che permettono di compensare gli scostamenti temporali tra produzione e utilizzo;
● reti elettriche avanzate e interconnesse: infrastrutture capaci di distribuire la variabilità su scale geografiche più ampie, attenuando gli effetti delle fluttuazioni locali sia nella generazione sia nei consumi.

L’abilitatore alle rinnovabili: la rete elettrica
Per quanto riguarda la rete di trasmissione, la mappa delle reti europee interconnesse pubblicata da ENTSO-E mostra una magliatura fitta e capillare che coinvolge l’intero continente. All’interno di questa rete, tuttavia, emerge chiaramente come la particolare geografia dell’Italia, circondata dal mare su tre lati, limiti fisiologicamente il numero e la direzione delle interconnessioni disponibili.

La mappa ENTSO-E evidenzia l’assenza di collegamenti dall’Italia verso ovest e, al tempo stesso, la forte continuità delle interconnessioni lungo l’asse nord-sud, che rappresenta la principale direttrice di scambio elettrico del Paese. Per comprendere la posizione strategica dell’Italia, un quadro ancora più significativo emerge dalla mappa di MedTSO, che mette in evidenza l’ampiezza della rete di trasmissione interconnessa in tutta l’area Mediterranea. La mappa riporta non solo le infrastrutture esistenti, ma anche quelle pianificate o ipotizzate nel bacino del Mediterraneo.

Rispetto alla rappresentazione di ENTSO-E, più centrata sull’Europa, è più evidente l’estensione della fascia geografica che interessa l’Italia, soprattutto verso est. In questo contesto, assumono particolare rilievo i principali collegamenti a cui potrebbero aggiungersi due nuovi progetti di interconnessione: l’elettrodotto Italia-Grecia da 1.000 MW (aggiuntivo rispetto a quello esistente), tra Galatina e Thesprotia; e quello Italia- Montenegro, da 600 MW, tra Villanova e Lastva.

Questi elementi configurano due assi di collegamento tra Europa e Africa e due tra Europa e Medio Oriente, delineando un Mediterraneo sempre più centrale per la sicurezza energetica e per l’integrazione delle rinnovabili su scala sovraregionale.
A questi potrebbero aggiungersi nell’area altri sette progetti di promotori privati (Merchant Lines): Italia-Algeria (Medlink Algeria); Italia-Malta (Second Malta Sicily Cable Link di Interconnect Malta): due progetti Italia-Slovenia (Adria Link Srl); Italia-Spagna (Apollo Link, dal Nord Italia verso il nord della Spagna, 2.000 MW del promotore OMNIA), e due Italia-Tunisia (TUNUR da 2.000 MW e Medlink Tunisia, da 2.000 MW).

Considerando la massima estensione del sistema, a partire dall’Italia la rete potrebbe collegare nuove aree geografiche: a Ovest Portogallo e Mauritania, a est l’area del Caucaso e l’Asia occidentale fino a Iraq, Iran, Georgia, Armenia, Azerbaijan, a sud-est la Penisola arabica con l’Arabia Saudita. [...]


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