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Nucleare sostenibile: la Camera apre la strada |
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Nucleare sostenibile:
la Camera apre la strada
di Stefano Conti

Approvato il disegno di legge delega sul nucleare sostenibile. Tra obiettivi di decarbonizzazione e sicurezza energetica, un’analisi su contenuti e implicazioni
Il 4 giugno 2026 la Camera dei deputati ha dato il via libera al disegno di legge delega sull’energia nucleare, proposto dal Governo, poi passato nei giorni successivi all’esame del Senato. Perché in Italia si torna a legiferare sul nucleare?
Il contesto mondiale ha dimostrato, a partire dal 2022, che l’Italia ha bisogno di sviluppare la propria sicurezza energetica e nel contempo ridurre la dipendenza dall’estero che da troppi anni espone il Paese a forti vulnerabilità sia sul piano geopolitico sia sul piano economico. Nell’ambito dell’attuale percorso di transizione energetica, il nucleare può essere considerato, in parte, una risposta a queste esigenze, anche perché tale fonte è indicata dalle istituzioni dell’UE come «un’alternativa a basse emissioni di carbonio rispetto ai combustibili fossili».
In particolare, a livello europeo con il Regolamento (UE) 2020/852 (cosiddetto Regolamento sulla tassonomia) è stato creato un sistema di classificazione unificato per le attività economiche ecosostenibili dove l’UE legittima il nucleare come tecnologia di transizione, ma ne vincola il sostegno finanziario al rispetto di criteri di sicurezza e sostenibilità tra i più severi al mondo. In particolare, l’inclusione dell’energia nucleare nella tassonomia è subordinata al rispetto di criteri tecnici rigorosi, affinché sia garantito che i progetti nucleari:
● contribuiscano sostanzialmente alla mitigazione dei cambiamenti climatici;
● non arrechino un danno significativo ad altri obiettivi ambientali;
● si basino sugli standard di sicurezza più elevati in tutte le fasi (progettazione, esercizio, smantellamento).
A ciò si aggiunga che nella fase di predisposizione del provvedimento e nel corso dell’esame in Parlamento, il Governo si è espresso con favore per le nuove impiantistiche nucleari rappresentate dagli Small Modular Reactor - SMR e dagli Advanced Modular Reactor - AMR.
SMR e AMR
Gli Small Modular Reactor - SMR sono impianti nucleari di dimensioni ridotte, con una capacità di generazione tipicamente compresa tra i 50 e i 300 MW. Sono concepiti per essere realizzati attraverso una produzione seriale in fabbrica e successivo assemblaggio in loco. Questo approccio riduce i tempi e i costi di costruzione, oltre a consentire un più agevole controllo di qualità e standardizzazione delle componenti.
La modularità permetterebbe di adattare la capacità installata alle necessità della rete elettrica o a specifiche esigenze settoriali o territoriali. Sono modulari nel senso che i loro componenti e sistemi possono essere prodotti in fabbrica come moduli standardizzati, il che può portare a vantaggi in termini di efficienza dei costi e di riduzione dei tempi di costruzione rispetto ai grandi reattori convenzionali Oltre agli SMR, si stanno sviluppando anche gli Advanced Modular Reactor - AMR: reattori modulari avanzati di quarta generazione, che introdurrebbero soluzioni tecnologiche innovative rispetto ai reattori convenzionali.
Tra queste, vi è l’utilizzo di reattori veloci in grado di ottimizzare l’impiego del combustibile riducendo sensibilmente la produzione di scorie. La ricerca in questo campo è finalizzata a garantire non solo una maggiore efficienza energetica, ma anche un migliore bilancio ambientale in quanto gli AMR permettono un uso più razionale delle risorse e un ciclo del combustibile potenzialmente più sostenibile.
Sempre in tema di nuova impiantistica nucleare va segnalato che nel 2024 la Commissione UE ha varato l’alleanza industriale europea sui piccoli reattori modulari per garantire il successo della realizzazione dei primi progetti di piccoli reattori modulari in Europa entro il prossimo decennio. L’alleanza industriale sugli SMR vuole essere una piattaforma inclusiva e trasparente aperta a tutte le entità giuridiche pubbliche e private che soddisfino specifici criteri di ammissibilità.
L’evoluzione tecnologica nel campo nucleare, che sta conducendo alla realizzazione del nucleare di terza generazione avanzato e nei prossimi anni di quarta generazione, ha assicurato un salto di qualità in termini di sicurezza ed efficienza. Ciò varrebbe anche per i piccoli reattori modulari, sui quali è in atto un impegno europeo e mondiale per avviarne la commercializzazione nel decennio 2030-2040. In sintesi, SMR e AMR rappresenterebbero un cambio di paradigma rispetto ai grandi reattori tradizionali: più piccoli, più sicuri, più flessibili e potenzialmente più sostenibili sul piano ambientale ed economico. [...]
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