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Il valore dell’adeguatezza: dentro il mercato della capacità Stampa E-mail

Il valore dell’adeguatezza:
dentro il mercato della capacità

di Matteo Baù e Paola Ferrari, RSE - Ricerca sul Sistema Energetico, Dipartimento Sviluppo Sistemi Energetici (SSE)


Come funziona il mercato della capacità e perché l’adeguatezza del sistema elettrico è sempre più difficile da garantire, tra il ruolo delle batterie e la domanda crescente dei data center. Un’analisi RSE


Oltre ai mercati dell’energia e dei servizi di dispacciamento, in Italia è operativo anche un mercato della capacità (Capacity Market), nato per garantire l’adeguatezza del sistema elettrico. Lo strumento assicura la disponibilità di capacità produttiva, di importazioni e accumuli per soddisfare la domanda di energia in ogni istante e in ogni zona del Paese, con un opportuno margine di riserva.

A differenza dei mercati dell’energia, nei quali viene scambiata l’energia elettrica effettivamente prodotta o consumata, il mercato della capacità remunera la disponibilità: gli operatori, selezionati tramite asta, ricevono un premio in cambio dell’impegno a mantenere disponibile la capacità contrattualizzata nel periodo di consegna.

Il Mercato del Giorno Prima (MGP) e quello Infragiornaliero (MI) sono invece i due principali mercati all’ingrosso dell’energia, in cui gli operatori acquistano e vendono energia elettrica per il giorno successivo o per il giorno stesso. Nel Mercato dei Servizi di Dispacciamento (MSD), invece, il gestore della rete di trasmissione (Terna) si procura le risorse utili al funzionamento in sicurezza del sistema elettrico.

Come funziona il Capacity Market
In Italia, gli operatori che desiderano entrare nel mercato della capacità devono partecipare ad un’asta, gestita e coordinata da Terna, nella quale offrono una determinata quantità di capacità di produzione elettrica (la taglia è il MW). Su base volontaria, alle aste può essere offerta capacità - preesistente o di nuova costruzione - di Unità di Produzione programmabili e non programmabili, anche estere, e di Unità di Consumo. Uno dei requisiti di ammissibilità è che l’Unità di Produzione abbia un Indice di emissione non superiore a 550 gCO
2/kWh.

Gli impianti selezionati nell’asta ricevono un compenso in euro per MW di potenza impegnata per anno e sottoscrivono con Terna un contratto d’opzione. Il Capacity Market italiano è concepito come reliability option (opzione di affidabilità). Questo significa che i produttori la cui capacità è stata accettata, a fronte dell’ottenimento del premio aggiudicato in asta devono garantire che tale capacità sarà offerta sui mercati dell’energia e dei servizi di dispacciamento per ogni ora del periodo di consegna. Inoltre, hanno l’obbligo di restituire a Terna ogni differenza positiva tra i prezzi ottenuti sui mercati spot e un prezzo strike predefinito. Ciò allo scopo di evitare extraprofitti derivanti da prezzi elevati nei mercati spot, che andrebbero a sommarsi al premio fisso ottenuto in esito all’asta del mercato della capacità.

In questo modo, i produttori non hanno alcun incentivo a offrire energia a un prezzo superiore allo strike price. Da inizio 2022, con la delibera ARERA 566/2021, è stato introdotto nelle bollette elettriche il Corrispettivo Mercato Capacità, pagato da tutti i clienti finali. In conformità ai criteri definiti da ARERA con la Delibera ARG/ ELT/98/11, Terna definisce e pubblica ogni tre mesi i Corrispettivi unitari a copertura degli oneri netti di approvvigionamento della capacità, articolati in due componenti unitarie che hanno un diverso impatto economico per le ore di picco e non di picco. Sulla base di questi valori ARERA, sempre con cadenza trimestrale, determina poi il Corrispettivo Mercato di Capacità da applicare in bolletta.[...]


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