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Cinque mesi di stabilità,
anche se non elettrica
di Gionata Picchio, vicedirettore di Staffetta Quotidiana, e Antonio Sileo, vicedirettore di Nuova Energia
Se l’idroelettrico crolla, la generazione italiana si aggrappa al gas. Il minor apporto delle FER lascia spazio alle fonti fossili, trainate dal gas naturale
In Italia si sa - o, almeno, è un fatto noto a chi si occupa di energia: il gas naturale occupa un posto importante, oltre ad aver avuto un ruolo decisivo nello sviluppo economico del Paese negli ultimi 70 anni. Da qui l’idea di dedicargli un appuntamento fisso partendo dai dati di utilizzo della rete nazionale di trasporto, gestita da Snam Rete Gas, per avere informazioni aggiornate di mese in mese sugli impieghi di gas naturale nella grande industria, nelle abitazioni, uffici ed esercizi commerciali e nella generazione di energia elettrica.
Quest’ultima, tuttavia, crediamo meriti uno specifico approfondimento, visto che al gas naturale - suo malgrado - tocca l’ingrato ruolo di ago del prezzo all’ingrosso dell’energia elettrica. Nonostante la transizione energetica e la crescita delle fonti rinnovabili, infatti, il gas rimane l’architrave insostituibile e l’ancora di salvataggio del sistema elettrico italiano.
Nei primi cinque mesi del 2026 i consumi di gas in Italia nei settori civile e industriale hanno segnato variamente il passo (risultano in calo, e di molto, se si guardano gli ultimi dieci anni): meno 1,3 per cento per le abitazioni, meno 0,2 per cento nell’industria.
In questo contesto, da inizio anno il termoelettrico è l’unica voce in netta controtendenza. Sono stati consumati 28.953,3 milioni di Standard metri cubi (MSm3): dato sostanzialmente invariato rispetto all’analogo periodo del 2025 e in calo del 10,6 per cento se si considera la media degli ultimi dieci anni (2016-2025). Includendo anche gli 859,6 MSm3 di esportazioni (meno 4 per cento su anno ma +222,6 per cento sulla media decennale), il volume totale trasportato rispetto al 2025 cala davvero marginalmente (meno 0,1 per cento) a 29.812,9 milioni di Sm3 (in flessione dell’8,7 per cento sulla media 2016-25).
Unica voce in crescita è il termoelettrico: 8.931,1 MSm3 i consumi su rete Snam - più 4,8 per cento su anno e solo meno 3,3 per cento sulla media decennale. I consumi civili si attestano a 14.379,8 MSm3 cedendo l’1,3 per cento (meno 13,5 per cento sulla media decennale) e l’industria uno 0,2 per cento a 5.047,3 MSm3 (meno 10,6 per cento sul 2016-25). [...]
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