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A Bruxelles non sbagliano mai (specie quando si correggono) Stampa E-mail

A Bruxelles non sbagliano mai
(specie quando si correggono)

IL PUNTO DEL VICE - di Antonio Sile


Le ibride plug-in sono nate già con la data di scadenza stampata sopra, come lo yogurt. Tecnologia di passaggio, strumentalmente utili oggi, dimenticabili domani. Del domani però, lo dovrebbero sapere tutti (anche i legislatori europei), non vi è certezza…

C’era una volta una tecnologia di passaggio. Doveva servire a riempire qualche anno scomodo, il tempo necessario perché le batterie diventassero abbastanza economiche, le colonnine abbastanza diffuse e le auto elettriche davvero generalmente fruibili da rendere superfluo il serbatoio. Le ibride plug-in nascevano già con la data di scadenza stampata sopra, come lo yogurt: strumentalmente utili oggi, dimenticabili domani. Del domani però, lo dovrebbero sapere tutti (anche i legislatori europei), non vi è certezza, anzi. 

Nel 2025 le plug-in hanno superato per la prima volta nella storia il diesel nelle immatricolazioni europee. Quel diesel che fino a pochi anni fa occupava metà del mercato e che oggi è scivolato all’8,9 per cento, con un crollo del 25 per cento rispetto al 2024. Le ibride ricaricabili, al contrario, hanno chiuso l’anno con una crescita intorno al 33 per cento, facendosi largo fino al 9,4 per cento del mercato, pari a più di un milione di unità nella sola Unione Europea. 

Una tecnologia di passaggio, solo anticipatrice delle auto elettriche pure e destinata a non diventare matura, che però è riuscita a superare uno dei simboli dell’automobile europea. Certo, le auto totalmente elettriche - anche per via dei benefici concessi in ragione della loro purezza - nel 2025 sono arrivate a superare il 17 per cento come quota di mercato: un valore notevolissimo se si considera il loro recente debutto, avvenuto di fatto meno di una quindicina d’anni fa, ma parecchio inferiore all’ambizioso target necessario per non incorrere nelle sanzioni - inevitabilmente posticipate - previste dalle norme UE. 

Nei primi cinque mesi del 2026 la spinta elettrificante è cresciuta ulteriormente: se le ibride plug-in sono passate solo al 9,7 per cento del totale immatricolato, le elettriche hanno toccato un rotondo e notevole 20 per cento (erano al 15,3 fino a maggio 2025). Le vere vincitrici - va sottolineato - sono le ibride non ricaricabili (full e mild), che raggiungono un ragguardevole 37,8 per cento contro il 35,1 dei primi cinque mesi del 2025. Perché dunque soffermarci sulle ibride plug-in? [...]


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