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«Futuro in corso» per Edison: vent’anni di bilanci di sostenibilità Stampa E-mail

«Futuro in corso» per Edison:
vent’anni di bilanci di sostenibilità

di Edoardo Bandini 


Dal primo Report del 2004 alla Relazione 2025, il racconto della sostenibilità di Edison è cambiato più volte. È rimasto fermo, però, l’impianto di fondo: offrire una fotografia degli impatti e misurare i progressi nel tempo


Edison ha pubblicato il suo primo Report di Sostenibilità nel 2004. Da allora il modo di raccontare la sostenibilità delle imprese è cambiato più volte - tra standard volontari, tassonomie europee e l’obbligo di rendicontazione secondo la CSRD (Corporate Sustainability Reporting Directive), la direttiva europea sul reporting di sostenibilità. Ma in Edison, l’impianto di fondo, è rimasto lo stesso: offrire agli stakeholder una fotografia nitida degli impatti generati dall’attività industriale, e misurare i progressi nel tempo.

Non è un caso che il documento con cui il Gruppo accompagna da qualche anno la propria Relazione di Sostenibilità si chiami «Futuro in corso»: un titolo che suggerisce un cantiere aperto. E il cantiere Edison per il 2025 è segnato da due numeri su tutti: gli investimenti in rinnovabili cresciuti del 90 per cento rispetto al 2024 e la capacità installata che tocca i 2,3 GW. Dietro questa accelerazione c’è un percorso che Edison ha definito già da tempo, circoscrivendo il perimetro delle proprie attività a tre pilastri: rinnovabili e flessibilità, sicurezza energetica - in particolare tramite GNL e green gas - rafforzamento del portafoglio clienti e servizi.

Alla base della rendicontazione c’è un esercizio che la nuova normativa europea ha reso obbligatorio ma che per il Gruppo è una scelta di metodo: l’analisi di doppia materialità, cioè la mappatura dei temi ESG più rilevanti tenendo conto sia degli impatti che le attività aziendali generano su ambiente e società, sia dei rischi e delle opportunità che quei temi possono generare sui risultati economico-finanziari. È da questa mappatura che nascono le priorità su cui si misura il bilancio 2025.

Il dato della crescita nelle rinnovabili si inserisce in una traiettoria pluriennale: l’obiettivo dichiarato dal Gruppo è arrivare a 4 GW di capacità installata entro il 2030, coprendo a quella data circa il 40 per cento del mix di generazione complessivo. Nel 2025 sono stati completati cantieri eolici e fotovoltaici per 200 MW, mentre per il biennio 2026-2027 sono già pianificati ulteriori sviluppi per oltre 500 MW. Nella visione di Edison le rinnovabili convivono con il gas naturale e i green gas, a cui è affidato un ruolo di transizione.

È un impianto concettuale coerente con il PNIEC, il Piano Nazionale Integrato Energia e Clima, che individua nel gas naturale una fonte-ponte per la sicurezza degli approvvigionamenti. In questa cornice si muove l’infrastruttura logistica del Gruppo legata al gas naturale liquefatto: attraverso la nave metaniera Ravenna Knutsen e il deposito costiero di Ravenna - primo snodo di una catena logistica integrata del GNL in Italia - Edison contribuisce a sostituire il diesel con il gas naturale nel trasporto pesante stradale e marittimo, con una riduzione del 15-20 per cento della CO2 emessa rispetto ai combustibili tradizionali. Nel 2025 questa attività ha permesso di evitare l’emissione di oltre 11 tonnellate di ossidi di azoto e quasi una tonnellata di polveri sottili. [...]


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