COOKIE
 
PAUSA-ENERGIA
 
Decarbonizzare? In Australia, farmers do it better Stampa E-mail

Decarbonizzare? In Australia,
farmers do it better

di Carolina Gambino


Nei piani del governo australiano per il net zero, l’agricoltura gioca un ruolo di rilievo. Il settore ha il potenziale per ridurre le emissioni combinando produttività e tutela delle risorse. Come? Ce lo dice l’Agriculture and Land Sector Plan

Sulla bilancia globale delle emissioni, l’agroalimentare pesa per circa un terzo. Tuttavia, è ormai indiscussa l’importanza del comparto non più solo come contributor - quindi, fonte di emissioni - ma anche come possibile mitigator, in grado di attenuare l’impatto del cambiamento climatico che contribuisce a creare e che a sua volta subisce.

In Australia il settore è responsabile del 19,6 per cento delle emissioni totali. L’attività agricola ha una massa critica ambientale e un’importanza socioeconomica decisamente notevoli. A febbraio 2026 i dati dell’ABARES (Australian Bureau of Agricultural and Resource Economics and Sciences, il braccio di ricerca del Dipartimento per l’agricoltura, le attività ittiche e la silvicoltura) dicono che allevatori e contadini occupano e gestiscono il 57 per cento delle terre del continente, ovvero 439 milioni di ettari, sono responsabili di oltre il 68 per cento del consumo idrico nazionale e contribuiscono all’export nella misura del 12,4 per cento.

Nelle annate 2022-2023 e 2024- 2025 l’Australia ha esportato in media il 71 per cento della propria produzione. Il valore in termini reali dell’export agricolo è aumentato del 60 per cento negli ultimi 20 anni, passando dai 47,5 miliardi di dollari del 2004-2005 ai 75,8 miliardi del 2024-2025. Cereali, semi oleosi e legumi trainano la crescita. In aumento anche il valore lordo della produzione agricola, ittica e silvicola che segnano collettivamente un +45 per cento in termini reali - da 69,3 miliardi nel 2004-2005 a 100,3 miliardi nel 2024-2025 (valore del dollaro al 2024-2025).

In termini di crescita della produttività, l’agricoltura supera storicamente la maggior parte degli altri settori dell’economia australiana. Benché non immuni dal rallentamento generalizzato che ha impattato il continente negli ultimi vent’anni, le imprese agricole continuano a far meglio delle altre attività economiche, segnando da circa 30 anni un +2,7 per cento medio l’anno. Nonostante l’enorme fetta di esportazioni, il settore agricolo australiano riesce a fornire il 93 per cento del cibo totale consumato tra i confini nazionali.

La quota restante coperta dall’import è dovuta generalmente alle scelte del consumatore e non alla mancanza di disponibilità di prodotti analoghi sul mercato. In termini pratici, ogni agricoltore australiano produce ogni anno cibo sufficiente a sfamare in media 600 persone: 150 tra i propri connazionali e 450 oltreoceano. [...]

L'ARTICOLO COMPLETO È DISPONIBILE PER GLI ABBONATI ALLA RIVISTA

© nuova-energia | RIPRODUZIONE RISERVATA
 
© 2005 – 2026 www.nuova-energia.com