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Comfort abitativo, il futuro in mostra a Milano Stampa E-mail

Comfort abitativo, il futuro 
in mostra a Milano

di Paola Sesti


In uno scenario del settore termoidrosanitario ricco di sfide e opportunità, torna a Milano MCE - Mostra Convegno Expocomfort, organizzata da RX Italy. Dal 24 al 27 marzo 2026, la 44esima edizione della biennale sul mondo HVAC+R si presenta rinnovata nel format, nel layout e nei contenuti

Il comparto dell’impiantistica - un pilastro della manifattura italiana - continua a mostrare resilienza, nonostante la fase di assestamento post incentivi e una domanda altalenante, incerta e discontinua, sia sul mercato interno sia per quanto riguarda l’export. In questo contesto economico sempre più complesso e competitivo torna a Milano MCE - Mostra Convegno Expocomfort

La manifestazione biennale organizzata da RX Italy è più di una fiera: è un ecosistema di confronto tra istituzioni e aziende dove si costruisce e si condivide una visione di sistema fatta di innovazione, efficienza e qualità dell’abitare. 
In un mondo sempre più attento all’efficienza energetica e alla qualità dell’ambiente costruito, anche il comfort abitativo si evolve: non è più solo una questione di temperatura ma di efficienza, sostenibilità e digitalizzazione. 

I sistemi HVAC+R (Heating, Ventilation, Air Conditioning + Refrigeration) sono al centro di questa trasformazione, integrando fonti rinnovabili e soluzioni digitalizzate. In questo scenario, la 44esima edizione di MCE si conferma particolarmente strategica. Nuova Energia ne ha parlato con Massimiliano Pierini, Managing Director di RX Italy, società organizzatrice dell’evento. «Un’edizione fortemente re-inventata, in linea con quanto richiesto dal mercato».

Il Giappone è il Paese Partner dell’edizione 2026. Perché questa scelta?
È una scelta che nasce da un interesse reciproco. I produttori italiani guardano con crescente attenzione al mercato giapponese, e gli operatori nipponici riconoscono l’eccellenza tecnologica italiana. Il mercato HVAC+R giapponese è in forte espansione: si prevede un giro d’affari di 18,37 miliardi di dollari nel 2025, che salirà a 23,99 entro il 2030 grazie alla rapida industrializzazione e all’edilizia commerciale. 
È un mercato nel quale la crescita delle costruzioni è costante, con processi di urbanizzazione ai quali non siamo abituati. Questo offre grosse opportunità per la fornitura di impianti, ma anche - soprattutto - per la fornitura di componentistica. 
La qualità altissima della componentistica italiana le consente di poter arrivare all’interno di qualsiasi impianto nel mondo.

A questi elementi se ne aggiunge un altro: in questo momento storico, anche il Governo italiano guarda al Giappone con rinnovato interesse.
L’interesse italiano si è sviluppato intorno a una serie di attività che vedono al centro anche l’efficientamento energetico. Da parte nostra, vogliamo facilitare l’incontro con buyer che abbiano un interesse specifico nell’industria del nostro settore. Tra le presenze già confermate registriamo player importanti come Mitsubishi e Panasonic, ma ci sono potenzialità ulteriori, anche perché in questo momento il cambio è estremamente favorevole. 
È davvero un buon momento per fare business con il Giappone. Ovviamente ci sono distanze importanti da colmare, e in alcuni casi anche standard differenti. Tuttavia, questi elementi non rappresentano mai una barriera per la nostra industria.

La premier giapponese Sanae Takaichi è la prima donna capo del governo. Nel fare le congratulazioni per la storica elezione, la presidente del Parlamento Europeo Roberta Metsola ha dichiarato di voler «promuovere la solida partnership tra Giappone e Unione Europea, soprattutto nella cooperazione commerciale ed economica». Avete scelto il Partner di MCE 2026 con una intuizione profetica…
Eleggiamo il Paese Partner in funzione degli andamenti dei mercati legati alla nostra filiera. Lo scopo è quello di sviluppare le relazioni istituzionali e la presenza di visitatori ed espositori. Pur avendo al suo interno grandissime aziende e una economia che funziona, il Giappone è un Paese complicato e a tratti abbastanza chiuso: mi auguro che colgano l’opportunità presentata da MCE 2026 per avere una apertura maggiore verso il mondo. 
Abbiamo già una cospicua conferma di aziende giapponesi tra le più grandi, che hanno già un headquarter europeo o italiano, ma ci aspettiamo anche la presenza di una serie di aziende di medie dimensioni che hanno l’obiettivo di arrivare in fiera per farsi conoscere meglio dal mercato europeo. 
Dal lato dei buyer, abbiamo anche avviato il dialogo e uno scambio di relazioni con l’Associazione giapponese dei distributori, affinché abbiano all’interno della manifestazione uno spazio adeguato.

Quali saranno i temi portanti di questa edizione?
Industria, acqua e digitalizzazione sono i tre focus intorno ai quali si sviluppa MCE 2026. Senza dimenticare quello che è il nostro mantra, ovvero l’innovazione. la sostenibilità e l’efficienza energetica. 
Parliamo di tecnologie HVAC+R sempre più efficienti, sostenibili e integrate con sistemi digitali. In un momento in cui la parte residenziale vive qualche difficoltà in più legata al post incentivi super bonus crediamo che l’industria sia uno dei settori più interessanti per lo sviluppo dei prodotti e degli impianti. E non lo crediamo solo noi: lo dicono anche i fatti. 
L’acqua è il filo rosso che lega tutti i nostri settori ed è una grande risorsa che deve essere preservata. E poi la digitalizzazione, perché l’impatto dell’intelligenza artificiale sulla gestione degli impianti è grande e nel prossimo futuro lo sarà in misura maggiore. Entrerà in maniera significativa nei processi industriali. Le aziende dovranno - o meglio, potranno - fare i conti con algoritmi sempre più evoluti per la gestione dei consumi e dell’efficienza. 
Infine, digitalizzazione vuol dire anche building automation, il controllo dei sistemi. Con impianti sempre più evoluti, la gestione farà la differenza. Oggi la tecnologia consente di fare più o meno tutto. È solo una questione di aver voglia di organizzarsi per progettare impianti al passo con i tempi. [...]

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