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Energia: oltre il pensiero del Draghi’s report - one year after |
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Energia: oltre il pensiero
del Draghi’s report - one year after
di Guido Bortoni

Nel leggere le sue Considerazioni un anno dopo, quello che Draghi - sembra - non aver riconosciuto è il fatto che in alcuni Stati Membri le raccomandazioni del suo rapporto - almeno per quanto attiene il mercato elettrico - sono già state considerate.
In Italia, in particolare, si è agito con tempismo lungo quella che possiamo ben chiamare Italian Way, di fatto anticipatoria delle raccomandazioni “elettriche” di Draghi.
Non è un mistero - lo abbiamo ricordato in più di un convegno - che nel rapporto del settembre 2024 non emerga con chiarezza il deciso trend che caratterizza il mercato elettrico italiano da qualche anno: una trasformazione guidata da investimenti infrastrutturali su vettore elettrico, reti, rinnovabili elettriche e, da ultimo, stoccaggi; tutti quasi totalmente capex-based.
Il nuovo hardware elettrico esce dunque dalla logica delle commodity storiche e i relativi investimenti capex richiedono certezza e stabilità di remunerazione a lungo termine, offrendo in cambio l’opportunità di trasferire ai consumatori tramite un prezzo di lungo termine i vantaggi derivanti da queste tecnologie ormai pienamente competitive.
È proprio il disaccoppiamento immaginato da Draghi per il futuro dell’Europa, con la non trascurabile differenza che qui da noi è già in atto e non solo auspicato: sta ai consumatori approfittarne di più.
Un altro aspetto poco evidenziato nel Draghi’s report - one year after è che tali benefici pro-competitività si rivolgono soprattutto ai consumatori industriali, in particolare agli energivori. Come ricorda la recente relazione della CSEA sugli OgS, oltre 5.000 imprese italiane grandi e piccole beneficiano delle agevolazioni sulla componente Asos, che di fatto non grava su di loro e pertanto sostiene la loro competitività.
Vogliamo dunque leggere le considerazioni di Draghi come un’esortazione a tutta l’UE a muoversi nella direzione già tracciata dall’Italia.
E non potrebbe essere altrimenti, trattandosi di un italiano così illustre e prestigioso.
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