Santi: "CER, esercizio di condivisione non solo di energia"

Santi: “CER, esercizio di condivisione
non solo di energia”

di Paola Sesti

LE COMUNITÀ ENERGETICHE RINNOVABILI, IL LORO RUOLO PER RAGGIUNGERE I TARGET AMBIENTALI E PER CONTENERE L’AUMENTO DEI PREZZI DELL’ENERGIA. E LE MODALITÀ DI COINVOLGIMENTO DEGLI OPERATORI DI MERCATO

Siamo in un momento estremamente delicato. La crisi post pandemica - acuita dalla guerra - ci interroga sulle nostre azioni a breve e a medio termine.
Di pari passo, la disponibilità di risorse economiche merita di essere indirizzata verso interventi efficaci e verticali. La dispersione sarebbe una scelta a dir poco infelice. Sullo sfondo delle nostre riflessioni dovremmo poi imparare a tenere un tema decisivo, quello dell’accettabilità sociale; fatta di aspetti di natura culturale, di comprensione delle tecnologie e di accettabilità dei costi connessi alla transizione energetica. Insomma, abbiamo il massimo della potenzialità
e possiamo orientare le scelte per essere più efficaci: una straordinaria opportunità che sarebbe sciagurato non cogliere.

Il Pacchetto Clean Energy for all Europeans mette i consumatori al centro delle politiche energetiche, affidando loro un ruolo chiave nel raggiungimento degli obiettivi di decarbonizzazione. Il cliente finale - quindi ciascuno di noi - è chiamato a un’azione attiva e collettiva. Azione che può compiersi anche attraverso le Comunità Energetiche Rinnovabili (CER) e le Comunità Energetiche dei Cittadini (CEC). Ma di che si tratta, e quale può essere il loro ruolo per aiutarci a raggiungere i target ambientali e per contenere l’aumento dei prezzi dell’energia? E senza un quadro regolatorio completo e stabile, come coinvolgere gli operatori?

Nuova Energia lo ha chiesto a Leonardo Santi, direttore affari regolatori e istituzionali di E.ON. “Le comunità energetiche, al netto di tutti gli sforzi di semplificazione che (auspicabilmente!) verranno fatti dal regolatore, restano oggetti complessi da maneggiare ed è quindi secondo me imprescindibile il pieno coinvolgimento di operatori professionisti”.

Un quadro regolatorio completo e stabile è il presupposto per qualsiasi decisione di investimento?
Credo che se questa domanda venisse fatta a 100 operatori, almeno 99 darebbero la stessa risposta… Per questo motivo credo che, a livello normativo, sia importante passare al più presto e senza ritardi dall’attuale fase sperimentale, che è utilissima per testare il disegno regolatorio, a una soluzione di regime, che consentirà di realizzare progettualità più ampie e differenziate. Anche la semplicità attuativa è un elemento centrale, se vogliamo promuovere uno sviluppo consistente di queste realtà e che incontri le aspettative del settore. Teniamo presente che i protagonisti e i fruitori delle Comunità Energetiche saranno principalmente i cittadini, che certamente sono poco propensi ad aderire a modelli complicati e di difficile accesso. Il quadro regolatorio di dettaglio e, soprattutto, la sua esecuzione dovranno quindi tenere conto di criteri di semplicità, chiarezza ed efficienza.

In questo senso, la previsione sul cosiddetto scorporo in bolletta dell’energia condivisa introduce gradi di complessità che rischiano di frenare, anziché accelerare, la diffusione delle CER.
Infatti, è così. Il decreto di recepimento della Direttiva sulle rinnovabili introduce la possibilità per i clienti di richiedere al venditore di non fatturare all’interno della bolletta la quota di energia autoconsumata. Per quanto questo possa sembrare di semplice applicazione, nasconde in realtà numerose complicazioni rispetto alla possibilità di computare le partite fisiche di energia
e alla gestione dei flussi informativi tra tutti i player coinvolti.
E, in ragione delle complessità applicative, la sua attuazione rischia di disorientare, anziché aiutare, il cliente finale nella comprensione del modello. In tal senso, resta anche da chiarire definitivamente il ruolo delle società di servizi energetici all’interno delle comunità, senza limitare eccessivamente la loro possibilità di assumere il ruolo di referente, ovvero di responsabile della gestione dei flussi economici e della ripartizione degli incentivi.

Altro tema cruciale è quello degli incentivi...
È fondamentale che il meccanismo di supporto presupponga un’analisi attenta degli economics delle iniziative, anche alla luce dell’evoluzione del contesto energetico, assicurando che la remunerazione garantisca un livello di redditività tale da attrarre i consumatori finali e da consentire la realizzazione delle iniziative. Probabilmente sarà opportuno tenere in considerazione anche l’aumento della taglia massima degli impianti stabilito dal recepimento della Direttiva, che come noto passa dai 200 kW del meccanismo sperimentale al megawatt di quello definitivo: è verosimile che l’entità degli incentivi sia differenziata in base alla potenza degli impianti. [...]

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