Ci sarà molto gas nel futuro dell’energia
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di Fabio Terni


Quando ci si trova a sfogliare un corposo rapporto di oltre 500 pagine sugli scenari futuri dell’energia in Europa e nel mondo, inevitabilmente emergono diverse chiavi di lettura... Il report in oggetto è il 2015 World Energy Outlook (WEO-2015) pubblicato dalla IEA a metà novembre, citato in vari interventi di questo numero di Nuova Energia.


Quanto alle diverse chiavi di lettura - dato per scontato l’obiettivo condiviso e ormai acclarato di una trasformazione necessaria verso modelli di consumo energetico più sostenibile - una delle più diffuse e accreditate riguarda l’elezione del gas naturale come combustibile di transizione verso la low carbon economy. Un passaggio che, ovviamente, si deve giocare nell’ordine di alcune decine di anni, dato che stiamo parlando delle scelte energetiche di un intero Pianeta.
Chiaro e diretto il commento di David Carroll, presidente dell’IGU (International Gas Union). “Guardiamo con grande interesse ai dati pubblicati nell’Outlook 2015. Si conferma infatti come la crescita economica vada di pari passo con l’aumento della domanda di gas naturale. L’incremento nell’utilizzo di questa fonte, sia nel settore della generazione sia dei trasporti, può davvero migliorare la qualità della vita”.

Certamente David Carroll gioca in casa parlando di gas e fornisce pareri forse un po’ da tifoso. Ma i numeri sono dalla sua parte anche negli scenari più green.
Ad esempio, il New Policies Scenario (che considera il mantenimento delle attuali politiche di contrasto ai cambiamenti climatici e l’implementazione delle intenzioni di ulteriori interventi già annunciati) prevede una crescita dei consumi di gas naturale su base annua dell’1,4 per cento da qui al 2040. Il tasso di sviluppo è il più sostenuto tra le fonti fossili.[...]


©nuovaenergia

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