Balzani: "Dal sole l'alternativa del fututo alle fonti fossili"
di Marta Sacchi

DOVE SONO PRESENTI LE PIANTE,
LE FAREMO UTILIZZARE MEGLIO;
DOVE NON CI SONO, COME NEI DESERTI,
FAREMO DEI PALAZZI DI VETRO
TUTTI ARTIFICIALI, NEI QUALI L’UOMO
RIPRODURRÀ LA FOTOSINTESI E, AVENDO
PIÙ FRETTA DELLA NATURA, RIUSCIRÀ PRESTO
A RISOLVERE QUESTO PROBLEMA.

Giacomo Ciamician

Vincenzo Balzani, professore all'Università di Bologna, lavora in un dipartimento dedicato a un personaggio di assoluto livello per chiunque si occupi delle possibili nuove frontiere dell’energia: Giacomo Ciamician, grande scienziato, riconosciuto ancora oggi come il padre della fotochimica. Di quella branca della chimica, dunque, che si interessa delle reazioni che avvengono ad opera della luce.

Professore, cosa rappresenta per lei l’esperienza
di Giacomo Ciamician?

Ciamician si era posto il problema di sapere se era giusto utilizzare il carbone per avere energia, perché quest’ultimo, in fin dei conti, non è altro che energia solare fossile formatasi nelle ere geologiche in seguito al processo di fotosintesi. Aveva basato le sue ricerche sulla convinzione che se si fosse riusciti a trovare un metodo per usare l’enorme quantità di energia che arriva costantemente dal sole, forse si sarebbe potuta avere una civiltà più tranquilla, più quieta e meno “fumosa”.[...]


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