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Sussidi all’energia: come andrebbero “ridistribuiti” Stampa E-mail

di Elio Smedile

Con il termine “sussidi all’energia” si intende, in accordo con quanto proposto dall’International Energy Agency, ogni intervento statale riguardante il settore dell’energia che abbassa il costo della produzione, aumenta il prezzo ricevuto dai produttori o abbassa il prezzo pagato dai consumatori.
I sussidi variano ampiamente in rapporto alla tipologia di combustibili, agli usi finali, alle specificità del comparto energetico del singolo Paese, alla durata temporale, ai criteri utilizzati per la loro definizione, eccetera. Ne consegue che le analisi globali hanno un elevato grado di indeterminazione e le valutazioni svolte dai differenti soggetti che hanno studiato il fenomeno vanno considerate puramente indicative di un trend in atto.
Vi sono tre aree principali in cui possono essere collocati i sussidi: attività di ricerca e sviluppo per particolari tecnologie; sostegno alla produzione; valorizzazione delle esternalità. Questa ultima tipologia di sussidio è di assai difficile valutazione e spesso non viene presa in considerazione nelle analisi fin qui condotte. Un recente Rapporto dell’UNFCCC riporta - citando stime IEA - che a livello mondiale i sussidi all’energia sono quantizzabili in circa 250-300 miliardi di dollari per anno (al netto delle tasse) e cioè tra lo 0,6 e lo 0,7 per cento del prodotto interno lordo del mondo. [...]

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