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Il ruolo dell'Italia nello scacchiere euro-mediterraneo Stampa E-mail

di Dario Giardi

A partire dalle crisi petrolifere degli anni Settanta, il dibattito sulla sicurezza energetica ha oramai raggiunto una certa maturità. Anzi, proprio la politica energetica è divenuta fulcro della politica estera di ogni Paese nel quadro delle relazioni internazionali e delle strategie nazionali sullo scacchiere geopolitico. Una ipotetica nuova guerra planetaria non nascerebbe, così, da un presunto scontro di civiltà. Semmai lo scontro di civiltà altri non è che la ragione apparente. La vera causa è lo scontro sulla governance dell’energia. Lo scontro di civiltà, e quanto ne segue, appaiono piuttosto come meri effetti.

La conseguenza di quanto sopra affermato è preoccupante: l’uso dell’energia come strumento di geopolitica è destinato ad essere regola e non eccezione. L’energia serve - e può servire - come weapon per strutturare le relazioni internazionali in funzione degli interessi strategici di un Paese. Non c’è bisogno di scatenare una guerra (antiquato strumento); basta sviluppare una serie di ricatti, non tanto velati, che diventano variabili indipendenti nella strutturazione delle relazioni diplomatiche in vista di assetti di preminenza a livello regionale o planetario.

VERSO UN NUOVO MULTIPOLARISMO
Il mondo del 21° secolo è multipolare. Questo multipolarismo politico ha un compagno importante, il multipolarismo energetico. Nel 20° secolo ha dominato incontrastato il petrolio: l’economia- mondo di allora era controllata dalle grandi compagnie petrolifere anglo-americane, il vero sistema nervoso e circolatorio del capitalismo made in USA. L’economia-mondo del 21° secolo è caratterizzata da una pluralità di fonti, il petrolio, il gas, il nucleare, le rinnovabili. È dominata, cioè, da un vero e proprio “multipolarismo energetico” che si riflette negli assetti economici e geopolitici del Pianeta e nelle strategie delle grandi potenze, con un dato di fondo comune, il prezzo elevato di energia e materie prime strategiche: siamo di fronte a un cambiamento epocale.

L'articolo completo non è disponibile on-line.
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