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Bla bla sul nucleare, le priorità in coda Stampa E-mail
di Giuseppe Gatti

Ho già avuto modo altre volte di dire che sono convinto che allo stato attuale delle tecnologie disponibili, il nucleare sia la sola risposta valida tanto al problema della sicurezza energetica (e dei costi ad essa correlati), tanto all’esigenza di ridurre in misura significativa le emissioni in atmosfera e l’effetto serra; altrettanto credo che l’Italia (almeno quella di oggi) non sia assolutamente idonea a riprendere il percorso nucleare.
Non ho cambiato opinione: il nucleare richiede in primo luogo solide strutture socio-istituzionali, un largo consenso, un efficiente apparato pubblico e un sistema normativo insieme complesso e assolutamente stabile. In secondo luogo, ha bisogno di un cospicuo e diffuso patrimonio di conoscenze tecnologiche e di un’altrettanto cospicua disponibilità di competenze professionali. Ora, nessuno di questi requisiti si presenta oggi in Italia.
L’emergenza rifiuti che oggi devasta la Campania, ma che nel giro di pochi anni rischia di esplodere in molte altre regioni, è la più emblematica testimonianza di quanto l’Italia sia lontana dalle condizioni di serietà che sono il presupposto per un ritorno al nucleare.[...]

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