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Il TAR sconfessa il GSE, ma una rondine non fa primavera Stampa E-mail

Il TAR sconfessa il GSE,
ma una rondine non fa primavera

di Giovanni Battista Conte / avvocato in Roma


QUANDO UNA CENTRALE IDROELETTRICA DEVE CONSIDERARSI A BACINO E QUANDO AD ACQUA FLUENTE? DOPO CINQUE ANNI, SI CONCLUDE IL GIUDIZIO DI PRIMO GRADO E L’INTERPRETAZIONE RESTRITTIVA DEL GSE È ANNULLATA DAL TAR

Con la sentenza 10904/2022 il TAR Lazio ha annullato il provvedimento del GSE con il quale era stata attribuita ad una centrale idroelettrica la tariffa per gli impianti a bacino e non quella per gli impianti ad acqua fluente.
Dopo cinque anni, si è concluso il giudizio di primo grado e finalmente il produttore si è visto riconoscere la tariffa che realmente gli spetta, avendo realizzato un impianto idroelettrico a valle di un bacino realizzato come accumulo per l’irrigazione di un grande territorio gestito da un consorzio.

Il Gestore dei Servizi Energetici aveva già considerato ad acqua fluente la centrale a monte di quella oggetto del giudizio, che prende direttamente l’acqua dal bacino. Il nuovo produttore, che deriva l’acqua direttamente dallo scarico dell’impianto di monte, non si aspettava quindi di vedersi trattare in modo difforme. Invece il GSE ha fatto rientrare questo impianto fra quelli a bacino, costringendo il produttore a impugnare il provvedimento nel 2017 e a vedersi riconosciuta la tariffa più bassa per oltre cinque anni.

Adesso che il TAR ha riconosciuto la correttezza della pretesa dell’operatore, il GSE dovrà versare tutto quanto non pagato dall’entrata in esercizio dell’impianto. La sentenza ha diversi spunti interessanti. In primo luogo, quando l’invaso a monte è destinato per un periodo dell’anno a soddisfare le esigenze dell’irrigazione, il TAR accerta che tale periodo deve essere escluso dal computo dell’acqua accumulabile a scopi idroelettrici.

Del resto, se in determinati mesi dell’anno l’acqua accumulata è riservata all’uso irriguo sembra intuitivo che quel periodo non potrà che essere escluso dal calcolo della disponibilità idrica a servizio dell’impianto idroelettrico.

Inoltre, se la differenziazione fra impianti ad acqua fluente, a bacino o a serbatoio è basato sul tempo di riempimento, appare altrettanto intuitivo che l’acqua che riempie un invaso ad uso multiplo è sia l’acqua derivata a scopo idroelettrico sia quella invasata ad altri scopi (come nel caso analizzato dal
GSE l’uso irriguo). [...]


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