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Mobilità a lungo raggio: più sostenibilità è possibile? Stampa E-mail

Mobilità a lungo raggio:
più sostenibilità è possibile?

di Marco Borgarello, Francesca Bazzocchi, Anna Realini / RSE

LA COMPLESSITÀ DEL FENOMENO DELLA MOBILITÀ RICHIEDE APPROCCI  IN GRADO DI PROPORRE UN VENTAGLIO DI MISURE PER MITIGARE LE CRITICITÀ E ADATTARSI ALL’OBIETTIVO. UNO STUDIO DI RSE ESAMINA LE DIVERSE SOLUZIONI

Il sistema dei trasporti è essenziale per la libera circolazione delle persone, dei beni e dei servizi. Inoltre, contribuisce in misura fondamentale allo sviluppo economico del Paese, influenza l’estensione e l’intensità delle interazioni tra individui e imprese ed è direttamente connesso alle scelte quotidiane delle persone, delle aziende e delle pubbliche amministrazioni.

In Italia, l’ampio utilizzo del trasporto individuale, la forte dipendenza dai combustibili fossili, il deficit nelle reti di trasporto pubblico locale e nel servizio erogato, la forte disomogeneità territoriale nella disponibilità di infrastrutture, hanno complessivamente determinato un sistema di mobilità poco efficiente e sostenibile, con significativi impatti sulla salute e sulla qualità di vita dei cittadini. La situazione appare ancora più complessa se si considera l’ambito urbano, dove si concentra il 72 per cento della popolazione europea, con stime in continua crescita nei prossimi anni.

Occorre, dunque, promuovere una mobilità che sia in grado di innescare, in discontinuità culturale con il passato, un circolo virtuoso per assicurare coerenza fra i principi di sostenibilità ambientale, rilancio e aumento della competitività economica e dell’inclusione sociale.

Tale passaggio è necessario per essere in linea con gli indirizzi del Green Deal dell’Europa, che si è posta l’obiettivo di diventare il primo continente a impatto climatico zero entro il 2050. È un traguardo a tendere che vede un primo target, da raggiungere entro il 2030, nella riduzione delle emissioni di gas ad effetto serra di almeno il 55 per cento rispetto ai livelli del 1990.

In tale ottica si muove il pacchetto Fit for 55, ora ulteriormente riaggiornato dalla proposta denominata REPowerEU per rispondere alla crisi energetica indotta dal conflitto in Ucraina, volto ad allineare la legislazione corrente agli obiettivi della transizione con una serie di proposte legislative che intervengono su molti temi: la promozione dell’efficienza energetica, lo sviluppo delle energie rinnovabili, l’uso del suolo, la tassazione dell’energia, la condivisione degli sforzi e lo scambio di quote di emissione.

Per quanto riguarda la mobilità su strada, è prevista entro il 2030 la diffusione di almeno 30 milioni di veicoli a emissioni zero, destinati a rappresentare la quasi totalità del parco auto circolante per il 2050. [...]

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