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Squellerio: "Combustibili alternativi, l’innovazione è la soluzione" Stampa E-mail

Squellerio: “Combustibili alternativi,
l’innovazione è la soluzione”

di Paola Sesti

DALLA DISTRIBUZIONE DI GPL E GNL ALLO STUDIO DI NUOVE MOLECOLE PER SUSTAINABLE FUELS, DAI PROGETTI PER L’EFFICIENZA E PER UN CONSUMO CONSAPEVOLE ALLE CAMPAGNE INFORMATIVE SULLA TUTELA DELLA QUALITÀ DELL’ARIA. LIQUIGAS TRA PRESENTE E FUTURO

In un contesto complesso come quello attuale, nel quale crisi è la parola che ricorre con maggiore frequenza, per raccontare una fetta di realtà legata al mondo dei combustibili proviamo a partire da alcuni numeri: quelli dei risultati raggiunti nel nostro Paese nel 2021 da una realtà come Liquigas, leader nazionale nella distribuzione di GPL e GNL con circa il 20 per cento della quota di mercato.

Lo scorso anno - che avrebbe dovuto essere quello di una nuova normalità, mentre un’ulteriore ondata di contagi ci ha colpiti quando ormai speravamo di esserci lasciati la pandemia alle spalle – l’azienda ha generato e distribuito un valore economico pari a 563 milioni di euro, a beneficio di dipendenti, fornitori, azionisti e pubbliche amministrazioni, segnando un aumento di quasi il 30 per cento sul 2020 (29 per cento, per amore di precisione).

Ma ogni crisi ha sempre due facce ed è opportuno guardare all’altro lato della medaglia, quello rappresentato dalle opportunità, per leggere e contestualizzare i frutti generati nel 2021 e le buone prospettive per l’anno in corso. Proprio da qui prende avvio la chiacchierata di Nuova Energia con Donatella Squellerio, direttore marketing, sviluppo e supporto vendite di Liquigas. “Sì, questi risultati confermano le scelte strategiche dell’azienda per la crescita del business nel contesto della transizione ecologica e dei nuovi scenari energetici internazionali. Vogliamo contribuire concretamente a proporre soluzioni alle grandi sfide del nostro tempo”.

Il vostro è un settore - come tutto il mondo dell’oil&gas - in cui sembra esserci poco spazio per l’innovazione. Con la transizione energetica e i nuovi ambiti ad essa connessi, però, assistiamo a un ampliamento di competenze e di professionalità più tipiche di altri mercati.
In questo momento anche per noi è utile poter trasmettere un’immagine dell’azienda - in termini di comunicazione, di marketing ma anche di progettualità - che vada al di là del puro servire GNL e GPL. Questo non significa voler costruire un vissuto della nostra industria diverso da quello dal quale proviene. Più che al passato, vogliamo però guardare al futuro. Alcune competenze chiave rimangono, ma sono affiancate e accompagnate da altre in questo percorso di change management.

Liquigas è un player mondiale. Quali peculiarità ha il mercato italiano e quale peso a livello di Gruppo?
Quella di Liquigas è una storia fatta di consolidamento di player che operavano nel settore e che ormai da diversi anni ci ha portato a essere leader in Italia. Entrare nel Gruppo SHV al 100 per cento ha ampliato ulteriormente il contesto internazionale all’interno del quale operiamo: manteniamo le specificità proprie del Paese sui progetti più locali e siamo coadiuvati e supportati dal Gruppo sulle progettualità più strategiche e ad alta concentrazione di investimenti. Penso per esempio all’avvento di Salesforce, una piattaforma CRM sviluppata a livello globale ma che contiene grandi specificità locali.
Da un punto di vista di marketing, in particolare, questo connubio è stato di grande supporto e ha reso possibile una forte accelerazione nello sviluppo e nella leadership sul mercato. La nostra industria non nasce con strutture marketing robuste come quella che invece abbiamo in Liquigas e questo ci ha reso distintivi rispetto ad altri operatori.

Il titolo della decima edizione del vostro Report di sostenibilità è emblematico: Il futuro è nell’aria.
Abbiamo voluto sottolineare come il futuro si costruisca con azioni concrete, avviate nel presente, per sostenere il Pianeta in cui viviamo e rendere l’energia più accessibile. Che concretamente per noi significa portala in tutt’Italia, anche dove altrimenti non arriverebbe, con la massima efficienza e sicurezza. Tutto questo in coerenza con l’obiettivo - definito dal Gruppo SHV Energy, di cui Liquigas è parte - di ridurre le emissioni di CO2 del 25 per cento entro il 2025 fino ad azzerarle nel 2040, valorizzando le persone che collaborano con noi nella piena condivisione di ogni traguardo. Da 10 anni raccontiamo il nostro percorso di sostenibilità, orgogliosi di aggiungere ogni volta nuove tappe.

Quello dell’approvvigionamento energetico è un tema che negli ultimi 50 anni ha ciclicamente fatto capolino tra le agende dei governi e pesato sulle tasche dei consumatori.
Da questo punto di vista il 2022 sembra aprire una fase ancora più preoccupante. La guerra in Ucraina ha portato a un’impennata dei prezzi dell’energia, aggravando una situazione già critica a causa della crescente domanda di gas da parte dei Paesi asiatici.
Nel nostro Paese il metano la fa da padrone nei consumi finali: il mix di prodotti energetici delle famiglie, infatti, lo vede in testa rispetto alle altre fonti, con una quota del 50 per cento, mentre il GPL pesa per il 3,7 per cento.
La generazione di energia elettrica e calore contribuisce maggiormente ai consumi (45 per cento del totale) seguito da domestico (28 per cento), industria (15 per cento) e infine commercio e servizi (11 per cento). A riprova della centralità del gas per il Sistema Paese, si segnala la crescita del GNL come carburante nei trasporti pesanti, il cui consumo nel corso del 2020 è aumentato di 30 milioni di metri cubi, arrivando a quota 165 milioni. È una tendenza in atto anche al di fuori dei confini nazionali.

Quale presente e quale futuro per il GPL in Italia?
A livello locale ma anche europeo stanno nascendo grandi opportunità in termini di sostituzione del metano con il GPL. Per molte realtà produttive - preoccupate dall’aumento di costi e dalle aspettative per la prossima stagione invernale, e impensierite dalla probabile indisponibilità della materia prima gas - il GPL in questo contesto può costituire un’alternativa a basse emissioni e che non subisce contraccolpi sia dal punto di vista della fornitura sia dei prezzi.

L’incertezza negli approvvigionamenti, di fatto, ha aperto un mercato che fino a qualche mese fa non esisteva.
Riceviamo molte richieste - noi come anche altri operatori, in Italia e in Europa - per realizzare impianti dedicati a GPL, in grado di sostenere le filiere produttive. Stiamo cercando di capire fino a dove possiamo spingerci in questa progettualità, che sappiamo non essere di lungo periodo. Dobbiamo fare i conti con una situazione certamente contingente ma che avrà uno scenario di breve-medio periodo in funzione dell’evoluzione del contesto internazionale, se la lettura dei dati si conferma quella che viene fatta oggi.

Che azioni ha messo in campo l’azienda?
Abbiamo sviluppato velocemente una strategia distributiva e un aspetto contrattualistico per poter far fronte alle esigenze di alcuni comparti produttivi che sono già in difficoltà e lo saranno ancora di più con l’avvento della stagione invernale. Anche il marketing si è dovuto adattare, è un vero e proprio work in progress. Stiamo mettendo a punto internamente, insieme a tutta l’azienda, una strategia che tenga conto di queste esigenze - non progettate e non prospettate - in modo tale da poter servire i clienti con i nostri livelli standard di servizio, in maniera seria e da leader di mercato quali siamo.
Dobbiamo capire quali processi produttivi sono maggiormente coinvolti e qual è il reale potenziale, con la consapevolezza che siamo chiamati a dare una risposta al Sistema Paese e che cercheremo di darla nel miglior modo possibile.

Dovrete dire anche dei no?
Viviamo la situazione con un senso di responsabilità nei confronti di quello che accade sul mercato. Da un certo punto di vista è anche un doverlo fare, a supporto del Sistema Paese. Dobbiamo cercare, per quanto ci è possibile, di dare una risposta a queste esigenze contingenti, pur consapevoli che si tratta di sostenere delle filiere produttive in un arco di tempo che può essere di uno-due anni. È certo che non potremo dire sì a tutti, perché la domanda di breve periodo potrebbe essere troppo elevata per essere soddisfatta.

Il GPL non dipende dalla Russia nella propria catena di approvvigionamento. Questa esplosione non rischia di portarci
ugualmente in una situazione di dipendenza?

Non credo, e per diversi motivi. Innanzitutto, le fonti di approvvigionamento sono diverse. Lo importiamo da molti Paesi, soprattutto da Algeria, Francia, Libia, Egitto, Stati Uniti, Norvegia. Poi, non si tratta, in ogni caso, solo di sostituzione ma anche di integrazione: una sorta di fonte di backup per non rischiare di rimanere fermi e poter programmare l’impatto economico in funzione dell’andamento del contesto.
Si parla tanto di ricerca di alternative, ma se non è sostanziata rischia di rimanere vuota di contenuti. Il GPL in questa fase critica è davvero un’alternativa efficiente e concreta, migliore da un punto di vista di prezzo, di disponibilità e di emissioni. Rappresenta infatti una delle soluzioni più efficaci in tema di rispetto dell’ambiente.

Insomma, c’è gas e gas... È su questa spinta che Liquigas ha scelto di investire nella ricerca e sviluppo di nuovi combustibili?
Proprio per guardare al futuro in uno scenario sempre più complesso, con il Gruppo SHV Energy stiamo investendo nella ricerca di combustibili alternativi ad alto potenziale calorifero e bassissime emissioni. C’è un grandissimo impegno nello sviluppo di sustainable fuels, nuove molecole che possano sostituire nel medio-lungo periodo il paniere di prodotti che costituiscono oggi la nostra commercializzazione. Già disponibile è il bioGNL, su cui c’è una progettualità specifica. Stiamo poi lavorando su bioGPL e rDME, il dimetiletere rinnovabile.
Prima di entrare nello specifico delle soluzioni, vorrei citare due numeri per dare un ordine di grandezza al problema. Nel 2020 sono stati 66,4 i miliardi di metri cubi di gas importato dall’Italia; accanto a questi non vanno trascurati i 99 milioni di metri cubi di biometano italiano prodotti, che segnano un +98 per cento rispetto al 2019.

Andiamo con ordine. Quali progetti avete per il bioGNL?
Liquigas ha stretto con AirLiquide la prima partnership strategica di medio-lungo periodo in Italia, un accordo quinquennale che mette a disposizione bioGNL derivante dalla trasformazione di rifiuti organici, di residui di lavorazioni agricole e dell’industria zootecnica, per il settore dell’autotrazione. L’accordo prevede una fornitura incrementale di bioGNL – prodotto da AirLiquide negli impianti di Truccazzano (Milano) e Fontanella (Bergamo) attraverso la fermentazione della parte biodegradabile di liquami zootecnici e residui agricoli e forestali provenienti dalle aziende agricole del territorio circostante – che Liquigas si prepara a offrire ai propri clienti nel mercato dell’autotrazione.

Esiste anche un bioGPL?
Sì, è l’alternativa verde del gas di petrolio liquefatto e attualmente si ottiene come sottoprodotto dei processi di idrotrattamento di oli vegetali (Hydrotreated Vegetable Oil, o HVO), che ad oggi rappresenta il metodo principale per la produzione di biodiesel. Grazie alla rete di SHV Energy, già distributore di bioGPL in dieci Paesi europei, Liquigas può proporre ai propri clienti un’alternativa facile da implementare e che offre emissioni di gas serra ridotte.

L’utilizzo di scarti agricoli è parte dell’approccio scelto dalla UE per sfruttare le sinergie tra settori e ridurre le emissioni derivanti dai rifiuti.
L’industria sta facendo continui progressi nei carburanti di origine sintetica che derivano dal trattamento di rifiuti che altrimenti finirebbero in discarica. Puntiamo come Gruppo ad avere in commercio per il 2030 un prodotto che abbia almeno il 40 per cento di componente bio. Il dimetiletere rinnovabile (rDME) è l’altra direzione di sviluppo sul breve-medio termine.
Grazie a tecnologie di produzione già disponibili e la possibilità di ricavare rDME da fonti organiche di diversa natura e abbondanti – quali reflui zootecnici, scarti vegetali della produzione di biomassa e rifiuti solidi urbani – la joint venture fra SHV Energy e UGI International punta a realizzare sei impianti nei prossimi 5 anni per una capacità di produzione totale di 300.000 tonnellate di rDME l’anno entro il 2027.

E a proposito di ragionamenti sul futuro a breve termine?
A novembre saremo ad Ecomondo insieme a SHV Energy per presentare una importante novità che riguarda proprio le iniziative legate ai sustainable fuels. In termini di approccio di comunicazione legato a questo aspetto di innovazione, rimane stabile la determinazione di parlare di Liquigas nella sua accezione più tradizionale accanto alla volontà di svelare gli scenari del nostro prossimo futuro. Scenari concreti, testimoniati da questa line extension che raccoglierà le nuove molecole sostenibili: primo fra tutti il bioGNL, ma speriamo di poter lanciare per la fine dell’anno anche alcuni dei progetti che abbiamo in fase pilota.

Altro tema tradizionalmente caro a Liquigas è quello della tutela della qualità dell’aria.
Nel 2020 abbiamo avviato un progetto in collaborazione con il Gruppo AWARE (Assessment on Waste and REsources) del Politecnico di Milano per realizzare un’analisi comparativa degli impatti ambientali dei sistemi di riscaldamento alimentati da GPL, GNL, pellet e gasolio. Lo studio aveva il duplice intento di individuare i potenziali di miglioramento nell’attività di Liquigas e quantificarne l’impatto in termini di benefici ambientali sulle filiere del settore. Il dibattito pubblico, purtroppo, risulta limitato al cambiamento climatico e le emissioni di anidride carbonica, mentre riteniamo importante non trascurare i pericoli correlati alle altre sostanze tossiche rilasciate in atmosfera anche da combustibili... al di sopra di ogni sospetto.

Che risultati ha prodotto lo studio?
GPL, GNL, pellet e gasolio sono stati valutati attraverso 15 indicatori selezionati per misurare il loro impatto sulla salute umana, sull’ambiente e sulla nostra atmosfera, così come sulle comunità e sui territori.
Rispetto al gasolio e ai pellet, il GPL e il GNL della filiera Liquigas hanno registrato risultati migliori in relazione alla maggior parte degli indicatori ambientali identificati, inclusi l’assottigliamento dello strato di ozono, l’assorbimento di polveri sottili nel corpo umano, la tossicità per gli umani non cancerogena, l’acidificazione degli oceani, il consumo di risorse e di vettori energetici.

Sono state identificate aree di miglioramento per le rispettive filiere?
Per quanto riguarda gli interventi specifici sulle singole filiere, lato GPL lo studio raccomanda di prevedere l’uso di più terminali in Italia, in modo da ridurre la distanza di distribuzione sul territorio nazionale, e di favorire l’uso di mezzi di classe Euro 5 ed Euro 6 nella distribuzione, introducendo un criterio ambientale nella procedura di scelta degli autotrasportatori.
Nella filiera del GNL, invece, lo studio consiglia di ridurre la distanza di distribuzione sul territorio (ad oggi reperiamo il combustibile a Marsiglia, in Francia) e di investire in attività di ricerca per l’identificazione di materiali alternativi per la produzione del serbatoio criogenico, dove l’attuale consumo di risorse, minerali e metalli evidenzia un carico ambientale significativo.

A proposito di GNL, lo abbiamo un po’ trascurato...
Pur rappresentando un’ottima soluzione per i clienti di un certo profilo di consumo – energivori senza cicli stagionali – in questo momento è un po’ penalizzato perché risente delle fluttuazioni di prezzo del mercato del gas naturale e ne subisce le criticità conseguenti.

Quale innovazione è possibile in un segmento maturo (per non dire vecchio) come quello delle bombole?
Certamente maturo ma è comunque un mercato che continua; da un punto di vista di business, è quello sul quale sostanzialmente rimaniamo stabili.
Mentre su tutto il resto rimane difficile mantenere alti i volumi – sia perché i consumatori integrano con altre fonti, sia perché hanno fatto interventi di efficienza, oltre a non dimenticarci che la fase di depressione economica prosegue e inevitabilmente si consuma meno – qui continuiamo a riscontrare più o meno gli stessi utilizzi. È un comparto dove abbiamo meno sorprese.
Un altro aspetto che va valorizzato è che quella delle bombole continua ad essere una proposizione unica; perché io ad oggi di altre energie alternative portatili non ne conosco.

Programmi per i prossimi mesi?
Continueremo a lavorare su quattro fronti. Faremo ancora meglio ciò che sappiamo fare, cioè quello che ci porta a sviluppare il nostro core business.
Nel contempo, continueremo a rispondere alle esigenze contingenti e non attese per sostenere il tessuto produttivo del Paese. Proseguirà lo sforzo di ricerca e sviluppo, a livello locale e internazionale, per arrivare a distribuire nuove molecole. E infine, arricchiremo la nostra offerta di progetti di efficienza energetica, per aiutare i nostri clienti presenti e futuri a consumare in maniera sempre più consapevole.

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