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Idrogeno UK, qualcosa di vecchio, qualcosa di nuovo, qualcosa di blu Stampa E-mail

Idrogeno UK: qualcosa di vecchio,
qualcosa di nuovo, qualcosa di blu

di Carolina Gambino

DETTAGLIATISSIMA E LUNGAMENTE ATTESA, LA STRATEGIA UK PREVEDE 240 MILIONI DI STERLINE DISPONIBILI GIÀ DAL 2022 E UN OBIETTIVO PRELIMINARE: 5 GW DI CAPACITÀ DI IDROGENO LOW CARBON. IL MATRIMONIO TRA L’ECONOMIA BRITANNICA E L’H2 È DESTINATO A DURARE?

Meno di un anno fa il Governo britannico sceglieva un agosto insolitamente caldo per la maggior parte del Regno Unito - Glasgow in testa, con temperature mai così alte dal 1884 - per pubblicare la propria strategia per l’idrogeno.
Dettagliatissima e lungamente attesa, perlomeno dagli addetti ai lavori, la strategia UK scaturisce direttamente dal Ten Point Plan for a Green Industrial Revolution del novembre 2020, il Piano energetico-industriale che mira a ricostruire l’economia del Paese ma in meglio (building back better), sostenere la creazione di lavoro e accelerare il cammino verso gli obiettivi net zero. L’idrogeno low carbon si piazzava al punto 2 dei 10 in elenco, subito dietro al potenziamento dell’eolico offshore, tra i fondamentali della transizione.

Già prima della strategia dedicata, dunque, Boris Johnson e Kwasi Kwarteng, (Segretario di Stato per gli affari economici, l’energia e la strategia industriale del Regno Unito) salutavano senza riserve l’idrogeno come potenziale vettore della rivoluzione energetico-industriale che può, anzi deve, investire le isole. Non solo perché l’estate 2021 ha letteralmente spaccato il Paese in due, ribaltandone i tradizionali pattern climatici (Nord-Ovest troppo caldo, Sud-Est troppo piovoso) e dando ragione agli esperti dell’ente meteorologico nazionale, allarmati per la traiettoria che il celeberrimo weather britannico ha imboccato negli ultimi dieci anni.

Ma anche perché ai danni della Brexit (meno 1,5 per cento del Pil un anno dopo il termine del periodo di transizione, meno 4 per cento sul lungo termine, secondo le stime ufficiali dell’Office for Budget Responsibility, l’autorità fiscale nazionale) si sono aggiunti quelli del Coronavirus, con un tuffo del Pil a meno 9,7 per cento nel 2020 - il dato peggiore dal 1921 stando alla memoria storica, dal 1948 se preferiamo i documenti ufficiali della House of Commons, Parlamento del Regno Unito.
Con il rischio di un meno 2 per cento di danni permanenti rispetto allo scenario senza pandemia. Memore della posizione pioneristica occupata durante la rivoluzione industriale, il Regno Unito annuncia l’intenzione di guidarne una nuova, questa volta green, pronto a sposare l’innovazione tecnologica a tutto campo per riuscirci, idrogeno compreso.

La strategia è ricca, così come la relativa dote disponibile: 240 milioni di sterline del Net Zero Hydrogen Fund disponibili già dal 2022; fino a 60 milioni di sterline provenienti dalla Low CarbonHydrogen Supply 2 Competition per le soluzioni tecnologiche a supporto dell’economia H2, altri 60 per lo storage, con ulteriori 68 milioni di sterline assegnati dalla Longer Duration Energy Storage Demonstration Competition dedicati ai progetti di stoccaggio dell’idrogeno da surplus elettrico.

Quanto all’industria vera e propria, chi passerà all’ H2 potrà accaparrarsi una parte dei 315 milioni di sterline disponibili tramite l’Industrial Energy Transformation Fund (giunto a fase 2) altri 55 milioni per le attrezzature industriali e 40 per macchinari pesanti utilizzati in miniere, cave ed edilizia. Nei trasporti, fino a 120 milioni di sterline andranno a 4.000 bus elettrici o a idrogeno e relative infrastrutture, fino a 20 milioni alle trazioni alternative inclusi i veicoli pesanti a lunga percorrenza alimentati a idrogeno, fino a 20 milioni allo sviluppo di imbarcazioni a zero emissioni, H2 compreso, 3 milioni per lo sviluppo di un hub dei trasporti a idrogeno nella Tees Valley. L’iniziativa Green Fuels Green Skies include, tra le altre tipologie, la produzione di carburanti da idrogeno cui andrà una fetta dei 15 milioni di sterline disponibili. Il tutto avviato e guidato da un obiettivo preliminare e primario: raggiungere i 5 GW di capacità produttiva di idrogeno low carbon. [...]

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