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Emergenza clima: cosa fare, come e quando farlo Stampa E-mail

Emergenza clima: cosa fare,
come e quando farlo

di Nicola Luciano e Federica Savini / RSE

IL COMPLESSO E ARTICOLATO QUADRO DELLE POLITICHE EUROPEE E DELLE STRATEGIE INTERNAZIONALI PER AFFRONTARE LA SFIDA AMBIENTALE. L’IDEA È SEMPLICE QUANTO AMBIZIOSA: RIDURRE IL PIÙ POSSIBILE LE EMISSIONI DI GAS SERRA E RIMUOVERE DALL’ATMOSFERA QUELLE NON EVITATE O NON EVITABILI

“L’uomo ha perduto la capacità di prevedere e di prevenire. Egli finirà per distruggere la terra”. Questa citazione del medico e filantropo Albert Schweitzer è una delle epigrafi scelte dalla biologa e zoologa Rachel Carson nel suo libro Primavera silenziosa del 1962. Il testo risultò rivoluzionario e divenne presto un primo simbolo del movimento ambientalista per lo studio sulla perdita di biodiversità riscontrata nella mancanza dei suoni della natura causata dall’uso di pesticidi. Negli ultimi cinquant’anni, la consapevolezza dell’impatto delle attività umane sugli ecosistemi e sul clima - che portano poi al surriscaldamento globale e di conseguenza al cambiamento climatico - è aumentata notevolmente, sia a livello individuale che mediatico e istituzionale.

Una pietra miliare di questo percorso di presa di coscienza è l’Accordo di Parigi del 2015 in cui i Paesi firmatari si impegnano a contenere l’aumento della temperatura media globale ben al di sotto della soglia di 2 °C al 2100 rispetto ai livelli preindustriali, con lo sforzo di limitare tale incremento a 1,5 °C. Al 2021 questo aumento si attestava già a 1,2 °C. La soglia del grado e mezzo rappresenta un punto di non ritorno nel peggioramento delle condizioni di vivibilità della Terra: un incremento più marcato comporterà delle mutazioni irreversibili nei delicati equilibri che permettono la vita.

Per quanto riguarda la dimensione a noi più vicina, la strategia europea è stata presentata nel 2019 attraverso il Green Deal con l’intenzione di aprire la strada verso una transizione ecologica ed equa che possa portare l’Unione a essere il primo continente a zero emissioni nette di gas a effetto serra al 2050.
L’idea è piuttosto semplice, quanto ambiziosa: ridurre il più possibile le emissioni di gas climalteranti e contemporaneamente ricorrere a sistemi - naturali o artificiali - che siano in grado di rimuovere dall’atmosfera quelle non evitate o non evitabili. In questo modo si ottiene una sorta di bilancio nullo che minimizzerebbe il nostro impatto sul clima.

Il pacchetto Fit for 55
Nel 2021, nell’emblematica data del 14 luglio, è stato pubblicato un insieme di proposte legislative, il Fit for 55, che dovrebbero indirizzare l’Unione verso il raggiungimento dell’obiettivo al 2050, fissando un passaggio intermedio al 2030 consistente in una riduzione delle emissioni pari al 55 per cento rispetto ai dati del 1990 (Figura 1). Questo pacchetto contiene 13 proposte, di cui 8 aggiornamenti di leggi UE esistenti e 5 novità, che spaziano su 4 macro-temi: obiettivi, standard emissivi, prezzi e misure di supporto.
Tra gli obiettivi, punti cruciali sono le revisioni delle direttive sulle energie rinnovabili (Renewable Energy Directive, RED) e sull’efficienza energetica (Energy Efficiency Directive, EED). [...]

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