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1935, quando le inique sanzioni erano per noi Stampa E-mail

1935, quando le inique sanzioni
erano per noi

di Carletto Calcia

ARMA A DOPPIO TAGLIO, LA CUI EFFICACIA RISULTA DI DIFFICILE DOSATURA, LE SANZIONI ECONOMICHE SE RELATIVAMENTE DEBOLI NON RAGGIUNGONO LO SCOPO DI FAR CESSARE UNA GUERRA. SE PARTICOLARMENTE PESANTI, INFLUISCONO NEGATIVAMENTE SU ENTRAMBE LE PARTI...

Ci risiamo con le sanzioni. In queste settimane si è parlato a lungo di questo tipo di provvedimento come risposta a uno stato di guerra. E si risvegliano lontani ricordi. L’Italia, che possedeva il piccolo territorio dell’Eritrea nel Corno d’Africa, aveva intenzioni coloniali più estese, relative all’Etiopia, detta anche Abissinia dal nome di una sua popolazione.

L’Etiopia possedeva importanti tradizioni imperiali, ma accettò di venire a patti con il governo italiano per migliorare la propria posizione internazionale. Tuttavia, a seguito di un incidente, nel 1895 scoppiò una guerra che tutti i tentativi diplomatici europei non riuscirono a evitare. Nel 1896 il conflitto terminò con la sconfitta dell’Italia, fatto che causò lo scontento degli italiani e la caduta del governo Crispi.

La ferita rimase a lungo, fino al 1935, quando Mussolini volle soddisfare i propri interessi di potere coloniale vendicando la lontana sconfitta. Io ero a quei tempi scolaro elementare, costretto quasi giornalmente a svolgere temi celebrativi delle vittorie italiane testimoniate dalle foto sui giornali. [...]

Il Negus etiopico Hailè Selassiè si rivolse alla Società delle Nazioni, che il 18 novembre 1935 decretò le sanzioni contro l’Italia. Questo provvedimento ci causò gravi difficoltà alimentari, ma soprattutto condizionò il campo della trazione. I veicoli vennero provvisti di gassogeni, alimentati perlopiù a legna.
In una camera cilindrica di lamiera e di grosse dimensioni, addossata al veicolo, veniva situata la legna come combustibile. Attraverso di essa veniva immessa aria. Innescata la combustione, si produceva gas povero ma sufficiente per alimentare il motore e permettere la marcia.

L’evento più clamoroso fu la cosiddetta Giornata della Fede, il 18 dicembre 1935, nella quale le coppie italiane furono chiamate a consegnare tutte le fedi nuziali d’oro, sostituite da simili di materiale povero e senza valore. […]

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