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Villa: "Reti e mobilità elettrica, pilastri per la rivoluzione sostenibile" Stampa E-mail

Villa: “Reti e mobilità elettrica,
pilastri per la rivoluzione sostenibile”

di Paola Sesti

NUOVA BRAND IDENTITY PER HITACHI ENERGY, IN VIRTÙ DI UNA VOLONTÀ DI DARE UN MESSAGGIO DIVERSO RISPETTO AL PASSATO. DA FORNITORE DI SOLUZIONI DI RETE A LEADER TECNOLOGICO NELLA DIREZIONE DELL’ELETTRIFICAZIONE DEI TRASPORTI E DEI CONSUMI

A ottobre 2021 è stata annunciata ufficialmente la nuova identity di Hitachi Energy. Alcune cose si sono modificate – nome, identità aziendale, brand – in virtù di una volontà forte di dare un messaggio diverso rispetto al passato.
Che cos’altro è cambiato? Nuova Energia lo ha domandato a Flavio Villa, Country Managing Director di Hitachi Energy in Italia.
“C’è stato un riposizionamento. Power Grids ci connotava come fornitore di soluzioni di rete, cosa che ovviamente continua a essere una parte importante della nostra identità. Ma quello che sta accadendo nel mondo – dove l’elettrificazione sta avendo un impatto enorme sulle tecnologie e sugli operatori in molti settori - ha spinto il Gruppo a scegliere di passare a Hitachi Energy: energia elettrica a 360 gradi”.

Ci può fare qualche esempio?
La nostra vision si basa sostanzialmente su due pilastri: le competenze nelle reti e nel settore della mobilità. Da questi due core si stanno sviluppando tante attività correlate, legate al mondo delle applicazioni. Quello della mobilità è infatti uno dei settori dove l’elettrificazione avrà un ruolo di rilievo. Saranno elettrificate flotte di veicoli commerciali di ogni tipo, per esempio i mezzi adibiti alle consegne. La conversione del tpl all’elettrico in Italia è invece, con alcune eccezioni, appena partita. Non è una sostituzione 1:1 di autobus a gasolio con mezzi elettrici. Richiede competenze nuove e nuove modalità di gestione per gli operatori. Serve un’ottimizzazione dell’intero processo gestionale perché, per esempio a differenza del prezzo del gasolio, quello dell’energia elettrica non necessariamente è uguale in tutti i giorni della settimana; e perché cambia completamente il modo in cui si utilizzano le linee, la frequenza di passaggio dei mezzi, fino alla gestione del personale. È una trasformazione radicale, in cui Hitachi Energy vuole giocare un ruolo soprattutto dal punto di vista della tecnologia dell’infrastruttura e di tutto quello che sta intorno all’autobus. Rispetto ai maggiori Paesi europei, pochissime delle nostre aziende di trasporto hanno una quota significativa di mezzi elettrici. In linea generale si è avviato un processo, con diversi gradi di avanzamento, ma quello dell’elettrificazione del tpl è un capitolo ancora tutto da scrivere.

Altre applicazioni?
C’è ne sono varie. Pensiamo, ad esempio, ai centri cittadine e alle zone pedonali, dove i mezzi impiegati per le consegne o la raccolta dei rifiuti sono relativamente piccoli e hanno la necessità di essere il più possibile silenziosi e puliti dal punto di vista ambientale. Molte realtà stanno andando verso l’introduzione di veicoli elettrici per questo fine.

Sul mercato italiano, quali sono i punti di forza di Hitachi Energy riconosciuti a livello di Gruppo?
L’Italia è uno dei Paesi con una presenza industriale di tutte e quattro le business unit di Hitachi Energy. Abbiamo, per esempio, i trasformatori a Monselice e l’alta tensione a Lodi. Tutte le unità hanno un piano di rafforzamento piuttosto robusto.Stiamo crescendo decisamente. Il momento di mercato in Italia e in Europa è buono e le nostre unità stanno rispondendo bene, sia in quello che è il business più tradizionale – prodotti di alta e media tensione, sistemi di protezione – sia in applicazioni nuove, dove siamo ben posizionati per cogliere le opportunità che si stanno presentando.
Ad esempio, anche nel nostro Paese si stanno cominciando a realizzare i grandi data center con potenze elevate che necessitano di una connessione al sistema di trasmissione come una qualsiasi altra industria energy intensive.

Di che taglia parliamo?
In termini di impieghi di energia, un grosso data center arriva a consumare come una piccola città. L’altra caratteristica è che questi impianti hanno, per ovvie ragioni, target di continuità di servizio eccezionali in valore assoluto e quindi sono sistemi molto sofisticati. Questo è un settore abbastanza nuovo per l’Italia, nei termini in cui si sta strutturando. Si stanno realizzando data center di grossa taglia nei pressi dei punti di accesso della rete in fibra, dove si concentrano le utenze: soprattutto nel nord del Paese e, più in particolare, nella zona di Milano. Se ne sono realizzati altri in passato, specialmente per uso proprio aziendale, ma si trattava di singoli episodi, rispondenti a specifiche necessità. Oggi, invece, si osserva una nutrita pipeline di progetti con connessioni con potenza elevata, anche se di dimensioni inferiori a quelli esteri. È un tipo di applicazione che, per la domanda di traffico che deve sostenere, è in continua crescita.[...]

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