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Solare e agricoltura: non coltiviamo la disinformazione Stampa E-mail

Solare e agricoltura:
non coltiviamo la disinformazione

di Pietro Pacchione / Vice Presidente Elettricità Futura


BUROCRAZIA, TEMPISTICHE BIBLICHE DEL PERMITTING E FENOMENI NIMTO E NIMBY. RISULTATO? IN ITALIA LE RINNOVABILI VANNO IN RETROMARCIA - 10 PER CENTO DI NUOVE INSTALLAZIONI NEL 2020 RISPETTO ALL'ANNO PRECEDENTE - MENTRE NEL MONDO NELLO STESSO PERIODO SONO CRESCIUTE DEL 45 PER CENTO, NONOSTANTE LA PANDEMIA

Quando l’Italia si è assunta l’impegno di rispettare il target del Green Deal di riduzione delle emissioni di CO2 del 55 per cento al 2030, si è di conseguenza impegnata – a livello europeo e nazionale – a promuovere la transizione energetica a una velocità necessaria per raggiungere in tempo l’obiettivo. Per ridurre le emissioni nei prossimi 9 anni dobbiamo installare 70 nuovi GW di rinnovabili al 2030, di cui circa 50 GW di fotovoltaico.

Rispetto all’attuale passo con cui avanza la transizione energetica nel nostro Paese, la velocità di installazione dei nuovi impianti rinnovabili dovrebbe quasi decuplicare, perché riusciamo ad aggiungere ogni anno soltanto 1 GW di rinnovabili a fronte dei +7 GW/anno richiesti dal target Green Deal. Tra le principali cause di questo enorme divario c’è sicuramente l’eccesso di burocrazia che caratterizza il processo autorizzativo degli impianti rinnovabili. L’Italia è il Paese europeo con le tempi- stiche più lunghe e i costi più alti per ottenere un’autorizzazione. Quasi il 50 per cento delle richieste di autorizzazione non diventa un impianto e l’altro 50 lo diventa con quasi 6 anni di ritardo.

La mole di burocrazia non è l’unica causa del forte ritardo della transizione italiana, ma da man forte ad altre barriere che ostacolano la diffusione degli impianti rinnovabili sui territori. Mi riferisco ai fenomeni NIMTO (Not In My Term of Office), l’attitudine di alcuni funzionari pubblici a rimandare le autorizzazioni oltre il loro mandato, e NIMBY (Not In My Back Yard), l’opposizione locale dei cittadini che protestano affinché l’impianto si faccia altrove...
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