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Smart Moving!

di Francesco Andreotti e Francesca Floccia


IL MIGLIORAMENTO IN TERMINI AMBIENTALI DELLA DOMANDA DI MOBILITÀ, SOPRATTUTTO IN AMBITO URBANO, RAPPRESENTA UNA PRIORITÀ PER FAVORIRE UNA MIGLIORE QUALITÀ DELLA VITA DEI CITTADINI E PER CREARE NUOVE OPPORTUNITÀ ECONOMICHE. QUESTO È IL COMPITO DI UN MOBILITY MANAGER

La figura del Mobility Manager è stata introdotta più di vent’anni fa con il decreto Interministeriale Mobilità Sostenibile nelle Aree Urbane del 27 marzo 1998. Il decreto prevedeva che le organizzazioni (private o pubbliche) con più di 300 dipendenti per unità locale o, complessivamente, con oltre 800 dipendenti dovessero individuare un responsabile della mobilità del personale, definito, appunto, Mobility Manager. Il compito principale del Mobility Manager (aziendale) è la redazione del Piano degli Spostamenti Casa Lavoro (PSCL) del personale dipendente, finalizzato “alla riduzione dell’uso del mezzo di trasporto privato individuale e a una migliore organizzazione degli orari per limitare la congestione del traffico”.

Il Piano viene trasmesso entro il 31 dicembre di ogni anno e le misure previste hanno l’obiettivo di influire positivamente sulla qualità dell’aria, riducendo il traffico e le emissioni in atmosfera; devono inoltre consentire a chi lavora di ottimizzare i costi per gli spostamenti. Come noto, il miglioramento in termini ambientali della domanda di mobilità, in particolare in ambito urbano, rappresenta una priorità per favorire una migliore qualità della vita dei cittadini, in termini di relazioni sociali e culturali, e per creare nuove opportunità economiche e di sviluppo.

Infatti, la domanda di mobilità urbana genera costi pagati dalla comunità in termini di emissioni di gas serra, inquinamento atmosferico e acustico, congestione da traffico e incidentalità e consumi energetici. Pertanto, tutte le norme sulla mobilità sostenibile sono volte a stimolare una politica basata su obiettivi di mobilità condivisi nel medesimo territorio, sulla sensibilizzazione e il coinvolgimento dei cittadini attraverso proposte di mobilità più eco-sostenibili, nonché, sulla diffusione di una vera e propria cultura della mobilità sostenibile. E non è un caso che, nell’attuale legislatura, anche l’ex ministero delle Infrastrutture e dei trasporti sia stato rinominato ministero delle Infrastrutture e della mobilità sostenibili. [...]

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