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Il trilemma energetico e la performance del sistema italiano Stampa E-mail

Il trilemma energetico e la performance
del sistema italiano

di Francesco Gracceva / ENEA


LA TRANSIZIONE VERSO LA NEUTRALITÀ CLIMATICA IMPLICA UNA TRASFORMAZIONE RADICALE DEL SISTEMA ENERGETICO CHE CAMBIERÀ IL MODO DI PRODURRE, TRASFORMARE E CONSUMARE L’ENERGIA. MA LE CRITICITÀ RILEVATE NEL 2020 SEGNALANO CHE ALCUNE IMPLICAZIONI PROBLEMATICHE DELLA TRANSIZIONE NE RAPPRESENTANO UNA CONSEGUENZA STRUTTURALE, CHE NECESSITA DI ESSERE AFFRONTATA.

La transizione verso un sistema energetico a zero emissioni di gas serra implica una sfida epocale, una trasformazione radicale del modo di produrre, trasformare e consumare l’energia, con una completa inversione della relazione che storicamente lega crescita economica, domanda di energia ed emissioni di anidride carbonica. La complessità di questa trasformazione sta nel fatto che caratteristica primaria dei sistemi energetici è la loro inerzia: le tecnologie e le infrastrutture del sistema energetico hanno vita molto lunga, e tempi lunghi richiede il cambiamento dei fattori culturali e comportamentali legati al consumo dell’energia.

Una evidente dimostrazione viene dall’esame degli scenari elaborati dall’Agenzia internazionale dell’energia negli ultimi vent’anni: relativamente al 2020 il consumo effettivo di energia primaria (dati 2019) corrisponde quasi perfettamente allo scenario 2020 Business-as-usual elaborato vent’anni fa; relativamente all’orizzonte 2030 il più recente scenario a politiche correnti (incluso nel WEO 2020) è sostanzialmente simile allo scenario “di riferimento” elaborato nel 2002: la proiezione della quota di domanda energetica globale coperta dalle fonti fossili è di fatto invariata [...].
Una recente valutazione della IEA evidenzia un altro aspetto della trasformazione: circa 1/3 della riduzione delle emissioni richiesta da un’evoluzione del sistema energetico coerente con l’obiettivo di contenere l’aumento della temperatura ben al di sotto dei 2 °C dovrebbe arrivare da tecnologie che ad oggi sono ancora allo stato dimostrativo o di prototipo (oltre il 60 per cento nel caso dell’industria pesante e dei trasporti a lunga percorrenza), e un ulteriore 40 per cento da tecnologie che sono attualmente allo stato iniziale del loro sviluppo (IEA, Energy Technology Perspectives 2020).

Non a caso, gli esercizi modellistici mostrano che sotto alcune condizioni pessimistiche circa la disponibilità di tecnologie chiave (cattura e stoccaggio della CO2, idrogeno) gli obiettivi climatici dell’Accordo di Parigi possano perfino risultare impossibili da raggiungere. Nell’ambito dell’analisi degli Shared Socioeconomic Pathways sono stati implementati 23 scenari coerenti con l’obiettivo di contenere l’aumento della temperatura globale entro 1,5 °C; di questi, ben 10 risultano non realizzabili [...].

Gli Shared Socioeconomic Pathways (SSPs) sono un insieme di cinque traiettorie che esplorano come società, demografia ed economia possono cambiare nel corso del secolo, elaborati per essere usati come input per i modelli climatici utlizzati per il prossimo sesto Assessment Report dell’Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC). Per l’analisi delle implicazioni di queste traiettorie sul sistema energetico sono stati utilizzati sei diversi modelli, che hanno esplorato l’evoluzione del sistema energetico globale sotto sei diverse traiettorie di evoluzione della concentrazione di GHG (Representative Concentration Pathway, RCPs). La combinazione di 5 SSP e 6 RCP individua 30 ipotetici scenari, ciascuno dei quali da simulare nei sei modelli, per un totale di 180 scenari (non tutti effettivamente realizzati).


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