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L'Europa non può fare una politica energetica senza un vero governo Stampa E-mail
di Elio Smedile

Pochi, credo fino a qualche decennio or sono, avrebbero previsto che l’energia sarebbe divenuta nella prima decade del nuovo secolo uno snodo centrale dell’economia continentale, un banco di prova della capacità dell’Europa di giocare un ruolo da protagonista sul mercato mondiale delle materie prime energetiche. Purtroppo dobbiamo constatare con rammarico, anche sulla base di alcuni fatti accaduti negli ultimi mesi, che tale prospettiva è ben lungi dal potersi realizzare nel breve-medio periodo. Le
conseguenze per i consumatori europei potrebbero essere gravi: la mancanza di una dimensione europea del mercato dell’energia potrebbe significare per l’Europa divenire un mercato satellite di quelli che nei prossimi decenni saranno i grandi mercati di dimensione continentale (Stati Uniti, Cina, India).
Il recente accordo tra il colosso russo Gazprom e la cinese CNPC per la realizzazione di un gasdotto Russia-Cina in grado di trasportare fino ad 80 miliardi di metri cubi di gas l’anno, fa intravedere un mutamento nelle strategie energetiche della Russia tendenti ad una riduzione della dipendenza dal mercato europeo con uno spostamento d’attenzione al mercato asiatico, dominato dai crescenti fabbisogni di energia del “gigante cinese”. [...]


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