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Il settore energy ha bisogno di un nuovo maquillage Stampa E-mail

Il settore energy ha bisogno
di un nuovo maquillage

di Massimo Garanzini / Energy & Utilities Industry Lead, Omnicom PR Group



ATTENZIONE ALL’ASCOLTO E DIALOGO CON IL CITTADINO-CONSUMATORE SONO LA MAGGIORE FONTE DI ASPETTATIVA E DI DELUSIONE PER I CLIENTI IN QUASI TUTTI I SETTORI STUDIATI, ENERGIA INCLUSA.
LA RESPONSABILITÀ PERCEPITA PASSA ANCHE DA QUI

Post-Invasion. È questo il titolo che Omnicom Public Relations Group Italia, società di consulenza strategica, ha scelto per il proprio studio sulla relazione tra italiani e brand in quest’epoca di profondi cambiamenti. Una terminologia che mira a sottolineare la magnitudo degli accadimenti che negli ultimi 12 mesi hanno ridefinito il contesto in cui i consumatori generano le proprie aspettative sulle marche e percepiscono le esperienze ad esse associate.


Limitazioni ambientali e sociali legate alla pandemia hanno creato un consumatore nervoso e fortemente insoddisfatto del customer care ricevuto. Secondo lo studio, infatti, la brand reputation dipende solo per il 45 per cento dai benefici provenienti da prodotti/servizi, mentre per ben il 35 per cento dall’impatto sociale della marca e per il 20 per cento dai comportamenti dei vertici aziendali. L’indagine, realizzata su 9 settori produttivi e 72 brand, ha raccolto le valutazioni di oltre 2.000 consumatori esperti e ha messo a tema la percezione dei consumatori ed il gap tra “aspettative ed esperienze”.

Si tratta di una ricerca multidisciplinare, che integra le classiche risposte di un campione selezionato – e già un poco informato sui player del settore – e rilevazioni neurometriche. Alcuni intervistati hanno infatti accettato quella particolare tecnica di rilevazione che prevede la possibilità di indicizzare le reazioni corporee con elettrodi posizionati sulla testa. La EEG (abbreviazione del comune Elettroencefalogramma) serve per studiare le “attività cognitive” e viene usata anche per determinare stati emozionali, le reazioni immediate. In questa ricerca, quindi, alcuni messaggi e immagini collegati ai vari brand hanno generato appunto alcune risposte di attenzione.

Tra i vari settori analizzati, moda, energy, banche & assicurazioni e food. Interessanti, e a volte sorprendenti, i risultati dell’indagine. Gli italiani, per esempio, sono risultati i più “colpiti” dal cambiamento imposto dall’emergenza sanitaria: la maggior parte (81 per cento) dichiara che la pandemia ha cambiato la loro percezione del mondo, contro il 51 per cento dei rispondenti in Germania, il 71 per cento negli USA e l’87 per cento della Cina. Ma il dato forse più interessante [...]


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