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Guardiamo il mondo con occhi nuovi Stampa E-mail

Guardiamo il mondo con occhi nuovi

di Carletto Calcia

PREPARARSI ALLA RIPRESA POST PANDEMICA SIGNIFICA SUPERARE L’INCERTEZZA PIANIFICANDO A LUNGO TERMINE, CON UNA CHIARA VISIONE MA CON LA FLESSIBILITÀ NECESSARIA PER ADATTARSI ALLE SITUAZIONI CONTINGENTI

In questi tempi di profonda crisi di persone e di imprese, parlare di ripresa sembra un paradosso. Eppure, con la percezione dei primi bagliori in fondo al
tunnel – grazie ai vaccini – un’analisi della situazione è il punto di partenza per dominare l’incertezza e pianificare il futuro.
Anche prima della pandemia il mondo percepiva la necessità di ampie trasformazioni, soprattutto a causa dell’inarrestabile progresso tecn ologico. Abbiamo vissuto tutti da un lato l’importanza dell’intelligenza artificiale e, dall’altro, il timore che addirittura riuscisse a prevalere sugli umani. Poi è arrivata la mazzata del Covid-19, che ha raddoppiato la necessità della trasformazione, cioè della positiva partecipazione al mondo di domani. Ma quale sarà questo mondo?


Molti coltivano la speranza di ritornare a una vita non troppo diversa da quella che precedeva la pandemia, e ciò potrebbe essere accettabile se mirato a una crescita. Ma le indagini degli esperti mostrano nuove tendenze per il futuro del mondo. Data per scontata la crescita esponenziale della tecnologia e dell’automazione, i più importanti problemi riguarderanno il futuro dell’impiego, in termini di posti di lavoro e di competenze.

Il lavoro da remoto, già praticato dalle aziende saltuariamente e per particolari situazioni, è dilagato a causa della pandemia e dovrebbe essere intercalato in
modo ottimale con il lavoro in ufficio per mantenere il vantaggio dei rapporti faccia-a-faccia tra le persone. Il coordinamento dei team da remoto è un fattore primario. Un problema è costituito dalla necessità di un bilanciamento tra i nuovi posti di lavoro creati e quelli perduti, e tra le nuove competenze richieste e quelle disponibili, che comportano attività di riapprendimento e di training diverse per lavoratori occupati e disoccupati.

Il successo di queste iniziative sarà sempre più condizionato dalle pressioni del mercato. Continuerà la crescita dei nuovi piccoli lavori della gig economy e del
lavoro indipendente, ma saranno necessarie forti azioni per ridurre la disparità di condizioni, che sta crescendo. I giovani tenderanno con le start-up a scegliere attività imprenditoriali rischiose ma eccitanti e le aziende mature saranno chiamate (lo sono già ora) a rivedere la loro missione in termini non solo economici ma anche sociali e ambientali.[...]

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