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Codazzi: “Oggi un’opportunità unica per la decarbonizzazione di tutti i settori” Stampa E-mail

Codazzi: “Oggi un’opportunità unica
per la decarbonizzazione di tutti i settori”

di Paola Sesti


TRANSIZIONE ENERGETICA E GEOPOLITICA DELL’ENERGIA, SICUREZZA DELLA RETE E BLACKOUT, STORAGE E IDROGENO, V2G E 5G. INCONTRO CON MATTEO CODAZZI

La pandemia ha cambiato radicalmente il modo di vivere e di lavorare, mettendo al primo posto la sicurezza e la salute dei singoli. Che conseguenze ha avuto l’emergenza sanitaria in CESI?

La risposta al virus ha richiesto cambiamenti spesso non solo radicali, ma anche molto veloci, con la messa a punto di misure a difesa della salute delle
persone e a sostegno del nostro business. Le restrizioni sui viaggi e i lockdown, adottati dalla maggior parte
dei Paesi nel mondo, hanno avuto infatti un impatto
anche sul nostro modo di lavorare. Ai primissimi segnali di diffusione della pandemia abbiamo messo in atto misure rigorose per prevenire, tracciare e rispondere a eventuali contagi. Prima fra tutte, il lavoro da remoto per la maggior parte dei nostri dipendenti.

Smart working, parolina magica. Sarà questo il sistema-lavoro di domani?
Sì, credo che lo smart working caratterizzerà sempre più le modalità di lavoro nel prossimo futuro. Secondo l’International Data Corporation, entro il
2022 il 65 per cento della forza lavoro europea potrebbe essere composta da smart worker. Un’eredità della pandemia in questo caso fondamentalmente positiva. In CESI abbiamo iniziato a sperimentarlo già da qualche anno e questo ci ha aiutato nella sua rapida applicazione sin dall’esordio dell’emergenza sanitaria, coinvolgendo quasi l’80 per cento dei colleghi.
Detto questo, terminato il periodo di restrizioni, ritengo che lo smart working dovrà però essere applicato in modo attento, con un efficace equilibrio tra attività professionale e vita privata, prevedendo l’alternanza tra fasi di lavoro in presenza e da remoto.

Le circostanze eccezionali in cui ci troviamo hanno avuto ripercussioni anche sulle vostre attività di testing e di consulenza?
Purtroppo le restrizioni sui viaggi e i lockdown hanno avuto un effetto negativo su alcune aree di attività della Divisione di testing KEMA Labs. Le nostre attività sono però essenziali per le principali utility mondiali; per tale ragione, nessuno dei nostri sette stabilimenti nel mondo si è mai fermato, anche nel pieno della pandemia. A questa situazione imprevista abbiamo risposto
anche con l’innovazione, offrendo ai nostri clienti, ad esempio, Remote L@b, il nostro nuovo servizio di testing da remoto. Sfruttando la realtà aumentata, i clienti interagiscono dalle loro sedi con gli operatori KEMA Labs
presenti nei nostri laboratori i quali, indossando occhiali speciali, eseguono i test sui componenti da provare. Infine, la nostra Divisione Consulting, specializzata nei servizi tecnologici e strategici per la transizione energetica, ha continuato a supportare anche da remoto i nostri clienti internazionali - utility, governi, istituzioni finanziarie internazionali, energy investors - risentendo in misura ridotta degli effetti della pandemia.

La crisi economica conseguente alla pandemia avrà effetti sul percorso di decarbonizzazione intrapreso dall’Europa e sui suoi ambiziosi target?
Non credo, anzi. A mio parere potrebbe esserci addirittura un’accelerazione del processo di decarbonizzazione, soprattutto a livello europeo. A settembre
2020, nel nuovo Green Deal, l’Unione Europea ha aggiornato gli obiettivi di riduzione delle emissioni di gas serra, puntando a una diminuzione del 55 per cento al 2030, rispetto ai livelli del 1990, superando il precedente obiettivo del 40 per cento. Si tratta di una roadmap particolarmente sfidante che dovrebbe condurre l’Unione Europea a diventare carbon-neutral nel 2050.
Gli obiettivi di decarbonizzazione sono parte fondamentale del Next Generation EU e sono presenti anche nel bilancio dell’Unione Europea. L’importo complessivo messo a disposizione per la ripartenza delle economie dei 27 paesi dell’Unione è di oltre 1.800 miliardi di euro, di cui il 30 per cento è riservato a iniziative per combattere il cambiamento climatico. Attraverso il Next Generation EU l’Italia avrà a disposizione 209 miliardi di euro, di cui quasi 70 allocati proprio sulla rivoluzione verde e la transizione ecologica.
Si tratta di un”’opportunità unica per favorire una decarbonizzazione strutturale di tutti i settori economici. Ricordiamoci che, oltre ai benefici ambientali
e allo stimolo immediato che gli investimenti hanno sulla congiuntura economica del Paese, decarbonizzare significa anche ridurre in maniera strutturale l’import energetico dell’Italia, e per questa via aumentare il PIL potenziale nel lungo termine.[...]

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