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Monitoraggio e rendicontazione delle emissioni: indispensabile un salto di qualità Stampa E-mail

Monitoraggio e rendicontazione delle emissioni: indispensabile un salto di qualità

di MONICA TOMMASI / presidente Amici della Terra


Il metano è, per importanza, il secondo gas oggetto delle politiche di riduzione delle emissioni climalteranti (11 per cento nella UE) e necessita di strumenti per un controllo lungo tutta la filiera.


A questo proposito, gli Amici della Terra hanno presentato uno studio al fine di elaborare alcune proposte di intervento per la riduzione di tali emissioni.
La prima parte del lavoro, focalizzata sul caso dell’Italia in relazione al contesto dell’Unione Europea è stata estesamente illustrata nell’articolo Le emissioni di metano della filiera del gas naturale su Nuova Energia 4-2020, dove è stato analizzato il ruolo del gas naturale nell’ambito dei consumi di energia e le specificità della filiera di questa fonte energetica dal punto di vista delle modalità di produzione interna, di importazione, trasporto e distribuzione verso i centri di consumo.

Il gas naturale è la prima fonte di energia utilizzata in Italia (circa 60 Mtep) e copre il 37 per cento dei consumi. Negli ultimi anni oltre il 90 per cento del gas consumato in Italia viene importato, prevalentemente da paesi extra UE. Altro punto di partenza fondamentale per la elaborazione di proposte di intervento è il quadro complessivo delle emissioni di gas climalteranti in termini di macrosettori di emissioni e tipologia di gas. All’interno di questo quadro va evidenziato il ruolo delle emissioni di metano (che sono il 10 per cento delle emissioni di gas serra in Italia).

I settori da cui provengono sono l’agricoltura, la gestione dei rifiuti e l’energia. Concentrandosi sugli usi energetici, i dati disponibili sulle emissioni provenienti dai diversi segmenti della filiera del gas naturale mostrano un totale di 187,5 kt di CH4 nel 2018, di cui il 5 per cento dalla produzione, il 17 per cento dal trasporto e il 78 per cento dalla distribuzione. I dati sono tratti dall’Inventario italiano delle emissioni di gas serra e comprendono quelli utilizzati in termini di livelli di attività dei diversi segmenti della filiera del gas naturale e i coefficienti di emissione utilizzati per la stima dei relativi livelli di emissione dirette di metano.

Dall’esame dell’Inventario emerge un ampio margine di miglioramento della qualità dei dati, che dovrebbe essere innalzata attraverso un maggiore impiego di misurazioni e l’aggiornamento dei modelli di stima utilizzati, oltre che con una maggiore collaborazione degli operatori con ISPRA, in particolare nei segmenti di produzione e processing. Sulla base di questi dati è stata calcolata la Methane Intensity (valore % delle emissioni di metano rispetto alla quantità di gas naturale prodotto e immesso in rete) delle attività upstream (estrazione e processing) in Italia e nella UE, che per il 2018 risulta pari allo 0,19 per cento in Italia e allo 0,17 per cento come media UE. [...]

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