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Gli indici IPEX del III trimestre 2020 Stampa E-mail

Gli indici IPEX del III trimestre 2020

a cura di ENERGY ADVISORS


Dopo il crollo della domanda e dei prezzi che ha segnato il secondo trimestre 2020, il terzo non poteva che produrre un rimbalzo su entrambi i fronti.


I prelievi dalla rete sono così risalti del 19,4 per cento, con una particolare accentuazione, nettamente superiore alle aspettative, nel mese di agosto. Mentre nel mese di luglio i consumi risultavano inferiori del 7 per cento a quelli del 2019, con agosto lo scarto si è ridotto all’1,2 per cento e con settembre si è andati alla pari. Questo andamento, guidato dalla dinamica della produzione industriale particolarmente sostenuta in un mese tradizionalmente di ferie come agosto, ha sviato molti analisti che hanno creduto di vedere una ripresa della manifattura che avrebbe trainato una rapida resurrezione di tutta l’attività economica.

I mesi successivi hanno provveduto a cancellare questa illusione. Già con ottobre si torna in negativo, anche se solo dello 0,8 per cento, ma su di un mese, come l’ottobre 2019, in cui i consumi incominciavano a calare ed erano dell’1,3 per cento inferiori a quelli del 2018. Oggi i mesi precedenti all’esplosione della pandemia ci sembrano un’età dell’oro, ma in realtà l’economia italiana a cavallo tra il 2019 e il 2020 si trovava in condizioni alquanto perigliose, tra stagnazione e recessione e l’esigenza attuale non è quella di tornare ante-Covid, ma di ritrovare un percorso di sviluppo smarrito da anni.

La lettura che diamo alla breve ripresa estiva non è quindi legata a una particolare resilienza del settore manifatturiero, quanto all’esistenza di un consistente portafoglio di ordini inevasi durante il lockdown e smaltito quindi tra agosto e settembre, anche spostando le ferie (in parte già anticipate durante la chiusura). In conclusione, per quanto concerne la domanda, la contrazione sul 2020 che a fine giugno era dell’8,9 per cento, si è ridotta al 6,9 per cento in settembre, rimanendo poi intorno a un -6 per cento in ottobre e novembre, anche per il sopraggiungere della seconda ondata della pandemia che ha nuovamente penalizzato fortemente il settore terziario.[...]

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