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Il rifiuto non si (di)scarica Stampa E-mail

Il rifiuto non si (di)scarica

di FRANCESCO ANDREOTTI e FRANCESCA FLOCCIA


La normativa europea sulla gestione dei rifiuti è stata ulteriormente migliorata nel 2018, con le quattro direttive sui rifiuti del cosiddetto Pacchetto Circular Economy...


...che ha l’obiettivo principale di gettare le basi per la transizione dell’Unione Europea verso un’economia circolare. Il recepimento italiano è avvenuto nel mese di settembre 2020 tramite la pubblicazione dei quattro Decreti legislativi n. 116, 118, 119 e 121/2020. In particolare, il Decreto n. 121 riguarda le discariche dei rifiuti e recepisce la direttiva 2018/850 modificando e integrando il Decreto legislativo 13 gennaio 2003 n. 36 e abrogando il DM del 27 settembre 2010 (salvo i limiti previsti dalla tabella 5, nota lettera a, dell’articolo 6 che restano validi fino al primo gennaio 2024).

Con il Decreto 121/2020 si garantisce una progressiva riduzione del collocamento in discarica dei rifiuti, in particolare di quelli idonei al riciclaggio o al recupero di altro tipo. Vengono aggiornati gli obiettivi di riduzione e, in particolare, si pongono nuove restrizioni al conferimento in discarica: il nuovo comma 4-bis dell’articolo 5 stabilisce che, a partire dal 2030, è vietato lo smaltimento in discarica di tutti i rifiuti idonei al riciclaggio o al recupero di altro tipo, specificatamente i rifiuti urbani, a eccezione dei rifiuti per i quali il collocamento in discarica produca il miglior risultato ambientale.

Inoltre, il nuovo comma 4-ter stabilisce che entro il 2035 la quantità di rifiuti urbani collocati in discarica dovrà essere ridotta al 10 per cento, o a una percentuale inferiore, del totale in peso dei rifiuti urbani prodotti.
Infine, per far sì che gli obiettivi di riduzione vengano soddisfatti senza trucchi, nel nuovo articolo 5-bis vengono stabilite una serie di regole per calcolare il conseguimento di tali obiettivi; in particolare, qualora i rifiuti urbani raccolti siano spediti in un altro Stato membro o esportati al di fuori dell’Unione per essere destinati alla discarica, tali rifiuti dovranno essere contabilizzati ai fini del calcolo della quantità di rifiuti collocati in discarica.

Il Decreto, altresì, aggiorna la lista dei rifiuti non ammessi in discarica (articolo 6) e i criteri di ammissibilità degli stessi (articolo 7). Difatti, al fine di determinare l’ammissibilità dei rifiuti in ciascuna categoria di discarica, il produttore dei rifiuti è tenuto a effettuare la caratterizzazione di base (articolo 7-bis) per ciascuna tipologia di rifiuti (fatti salvi i rifiuti inerti di cui all’articolo 7-quater, c.1, lettera a). Tale caratterizzazione di base, che deve essere obbligatoriamente effettuata salvo eccezioni, serve a determinare le caratteristiche degli stessi attraverso la raccolta di tutte le informazioni necessarie per lo smaltimento finale in condizioni di sicurezza. [...]

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