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DL Semplificazioni, si può fare di più Stampa E-mail

DL Semplificazioni, si può fare di più

di TOMMASO CASSATA / COO e consigliere delegato di Asja Ambiente Italia


Il cosiddetto Decreto Semplificazioni (DL 16 luglio 2020, n. 76, convertito con Legge 11 settembre 2020, n. 120) ha alimentato grandi aspettative negli operatori del settore delle energie rinnovabili.


Come noto, questi ultimi sono stati abituati ad affrontare, senza distinzione di Regione, iter autorizzativi lunghi, in costante “mutazione” e spesso dagli esiti incerti. Norme a volte contraddittorie, procedure non armonizzate a livello regionale, discrezionalità eccessiva in alcuni ambiti di valutazione e una Pubblica Amministrazione non sempre reattiva rappresentano da anni il maggiore ostacolo per lo sviluppo del settore. A ciò si aggiunge una sempre più diffusa opposizione pregiudiziale e ideologica verso impianti ormai di dimostrata efficienza tecnologica e sicurezza ambientale, da parte di comitati non di rado mossi solo da ragioni di contrapposizione politica.

Il risultato è che impianti necessari vengono ritardati e ostacolati e che gli obiettivi al 2030 in materia di rinnovabili elettriche appaiono sempre meno raggiungibili.
È il caso dell’eolico e del fotovoltaico di media e grande taglia, ma è anche il caso
– sempre più comune – degli impianti di produzione di biometano da rifiuti organici. Dunque, un dispositivo di legge dichiaratamente destinato a far ripartire l’economia nazionale attraverso l’allentamento dei vincoli burocratici, specie in un momento straordinario come quello che stiamo vivendo, rappresentava un’occasione eccellente per dare una forte impronta di semplificazione e certezza anche al settore energetico. Le aspettative sono state soddisfatte solo in parte.

Sicuramente positive sono le modifiche introdotte, già nel testo del DL di luglio, per semplificare e ridurre i tempi delle procedure di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) e di verifica di assoggettabilità a VIA (
screening). Tuttavia, un simile approccio di razionalizzazione avrebbe dovuto essere applicato e coordinato con la specifica disciplina del Provvedimento Autorizzorio Unico Regionale (PAUR), peraltro definendo e chiarendo i rapporti con l’Autorizzazione Unica (AU).
Il DL Semplificazioni ha inoltre rafforzato il principio del silenzio-assenso: con lo scadere del termine previsto dalla legge, la Pubblica Amministrazione esaurisce il suo potere di esprimersi e il suo atto di assenso si deve intendere espresso positivamente
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