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Isole minori, laboratorio naturale per la gestione dell’energia Stampa E-mail

Isole minori, laboratorio naturale
per la gestione dell’energia

di ELISABETTA GAROFALO e SALVATORE GUASTELLA / RSE


È in fase di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale il DM del Ministero dello Sviluppo Economico che avvia il bando relativo ai progetti integrati innovativi...


...in grado di ridurre l’utilizzo di combustibili fossili nelle 20 isole minori italiane abitate e non interconnesse alla rete elettrica nazionale, oggetto delle misure previste dal DM del 14 febbraio 2017 e del DM sui progetti integrati innovativi. Il bando è finalizzato al finanziamento di progetti integrati innovativi che abbiano come scopo realizzazioni infrastrutturali nei sistemi energetici delle isole minori (incluso anche i sistemi di accumulo) atti a consentire l’accoglimento di crescenti quantità di energia rinnovabile, con conseguente riduzione dell’impiego di combustibili fossili e maggior tutela dell’ambiente.

Con questo decreto sarà possibile finanziare fino al 60 per cento in conto capitale
– per un totale di 10 milioni di euro – progetti pilota che consentano di ridurre nelle isole minori la produzione elettrica da fonte fossile (attualmente quasi completamente gasolio) di una quota da un minimo del 50 per cento per le isole più piccole, fino al 20 per cento per le più grandi. Nelle 20 isole minori italiane stabilmente abitate e non interconnesse alla rete elettrica nazionale il servizio elettrico è attualmente sostenuto quasi esclusivamente dall’esercizio di generatori diesel. Si tratta delle isole Egadi, Eolie, Pelagie (Lampedusa e Linosa), Tremiti e Ponziane, di alcune isole dell’arcipelago Toscano (Giglio, Capraia), nonché di Pantelleria, Ustica e Capri. Nello studio condotto da RSE nel 2016 (vedi anche
Le FER cercano un approdo sulle isole minori, di Bertani, Garofalo, Guastella – RSE, pubblicato su Nuova Energia 6-2016) nell’ambito della Ricerca di Sistema per il settore elettrico italiano, è stato riscontrato che:

• il settore domestico rappresenta in quasi tutte le isole minori la quota maggiore rispetto ai consumi totali annuali (in media il 40 per cento);
• i consumi elettrici presentano un’ampia variabilità stagionale, dovuta alla consistente quota di utenze di tipo non residente;
• nella maggior parte dei casi, le maggiori utenze sono costituite dai dissalatori;
• la diffusione di impianti di generazione a Fonti Energetiche Rinnovabili (FER) resta esigua, nonostante le precedenti incentivazioni;
• le risorse rinnovabili endogene sono quasi esclusivamente le fonti eolica e solare.

Di conseguenza, i costi elevati di produzione e le emissioni di gas a effetto serra rendono il servizio elettrico di queste isole particolarmente costoso e non in linea con gli obiettivi di decarbonizzazione promossi dal governo italiano. Dallo studio di RSE era emerso come la diffusione delle FER nelle isole minori fosse ostacolata da problemi di natura economica, autorizzativa e tecnica. Le difficoltà tecniche erano legate principalmente alla generazione fotovoltaica (quella che ha maggiori possibilità di essere autorizzata) che, essendo caratterizzata da profili molto variabili di potenza, risulta non contemporanea rispetto ai carichi, creando quindi instabilità nella gestione di una rete elettrica di piccole dimensioni.
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