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I cartoni animati? Immuni al virus Stampa E-mail

I cartoni animati? Immuni al virus

di LUCIANO MARIA GANDINI Visita il profilo LinkedIn


Il virus non ha contagiato i cartoni animati, almeno per ora. I fantastici mondi fatati sono fortunatamente immuni e per loro non c’è lockdown che tenga, anzi.

Mentre nella realtà i confini venivano sbarrati, gli aeroporti e le stazioni si svuotavano, i parchi giochi e le scuole venivano chiusi, in tv i trenini antropomorfi continuavano a far sbuffare le locomotive, i jet supersonici erano sempre dediti a consegnare pacchi ai bimbi di ogni angolo del globo, potenti fuoristrada vivevano avventure coinvolgendo i piccoli spettatori in varie situazioni ludico-didattiche e anche nella scuola della famigerata maialina rosa ci si continuava ad assembrare come niente fosse.

Vaglielo a spiegare ora al pupo che all’asilo qualcosa è cambiato e che il bus per una fermata o due possiamo anche non prenderlo, preferendo una bella passeggiata. Vaglielo a spiegare che, nonostante gli anni passati a insegnargli che i giochi si condividono con gli altri bimbi, forse tutta questa positiva condivisione oggi, col virus che vive insieme a noi, non è più così positiva e che, anzi, se poi lo diventa davvero positiva rischia di esserlo solo per l’esito di un tampone o di un test sierologico. E le bolle di sapone al parco? Saranno contagiose anche loro?

Saranno contagiose anche loro? Si soffia come non mai, espirando anche tante goccioline invisibili appese a quelle provvisorie sfere trasparenti tutte da rincorrere e scoppiare, “…ma col sapone però il virus va via!”.
Chissà se insieme alle polveri sottili e al fumo di sigaretta, qualche scienziato ci spiegherà mai se anche le bolle di sapone possono essere un mezzo di trasmissione del virus. Non c’è bisogno dell’OMS, invece, per capire che le mascherine non si buttano per terra, al parco o in spiaggia. In tv niente mascherine, né sui volti dei tanti protagonisti, né per terra.

E poi nei cartoni animati non sono nemmeno ancora arrivati i monopattini, diventati quasi un simbolo della nuova normalità post pandemica. In mezzo alla strada, invece, sfrecciano come non mai e a volte magari ti sfiorano pure. “Guarda, papà, è come il mio, ma va molto più veloce!” e vaglielo a spiegare che quelli sono elettrici mentre il tuo è poco più di un giocattolo.
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