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Africa e rinnovabili, una fotografia dell’ultimo decennio Stampa E-mail

Africa e rinnovabili,
una fotografia dell’ultimo decennio

di ANTONELLA SILIOTTO e LUCA TRAINI / RES4Africa Foundation


L’Obiettivo di Sviluppo Sostenibile numero 7 mira a garantire l’accesso a servizi energetici economici, affidabili, sostenibili e moderni, non lasciando nessuno indietro.


Per raggiungere tale obiettivo è necessario incrementare gli investimenti nelle infrastrutture e nelle energie rinnovabili, programmare una transizione energetica efficace, migliorare l’efficienza e potenziare la cooperazione internazionale tra i Paesi del Nord e del Sud del mondo. Quella energetica è stata descritta come una delle peggiori forme di povertà: ostacola lo sviluppo economico, compromette le condizioni igienico-sanitarie e limita i mezzi a disposizione per migliorare le proprie condizioni di vita. Garantire l’accesso all’energia pulita significa permettere uno sviluppo pieno dell’economia e della società.

Cinque anni dopo l’adozione degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile e con solo un decennio rimasto per la realizzazione dell’Agenda 2030, l’analisi
Connecting the dots: Why only 2 percent of global RE in Africa, sviluppata da RES4Africa Foundation in collaborazione con Enel Green Power, evidenzia come l’Africa sia la regione che nell’ultima decade ha vissuto il minore sviluppo nel settore delle FER a livello mondiale. Se, infatti, il continente africano registra solo il 2 per cento delle rinnovabili installate globalmente dal 2009, le altre Regioni vantano dati decisamente più positivi e promettenti: Europa 22 per cento, Nord America 11 per cento, America Latina 6 per cento, India 5 per cento, Cina 41 per cento, resto del mondo 13 per cento.

Mentre molti Paesi, sia industrializzati che in via di sviluppo, abbracciano le nuove opportunità
green, in Africa – e in particolar modo in quella subsahariana – la rivoluzione energetica fatica a decollare. E l’aspetto più allarmante di questa situazione è l’ossimoro che ne è alla base: l’Africa è infatti il Continente con più risorse rinnovabili a livello globale. Ma cosa è successo (e cosa non è successo) in Africa negli ultimi dieci anni? La fotografia che si evince dallo studio mostra un Continente caratterizzato da una sostenuta crescita demografica ed economica: dal 2000, la popolazione è cresciuta di +0,5 miliardi (l’Africa è il secondo Continente più popoloso al mondo dopo l’Asia) mentre il Pil ha visto un incremento di +1,6 trilioni di dollari americani, con dati particolarmente dinamici in termini di urbanizzazione (+4 per cento l’anno di popolazione residente in zone urbane) e digitalizzazione (la popolazione che utilizza internet in Africa subsahariana è passata dal 5 per cento nel 2009 al 25 per cento nel 2017).

La maggior parte dei posti di lavoro nell’economia formale sono forniti dalle piccole e medie imprese, che rappresentano il motore dell’economia africana. Nel Continente si contano anche circa 700 aziende di grandi dimensioni (con ricavi superiori ai 500 milioni di dollari l’anno), principalmente con sede in Sudafrica, di cui poco più della metà sono di proprietà di azionisti privati con base in Africa, mentre il 17 per cento è di proprietà statale e il 27 per cento appartiene a multinazionali straniere. A questa costante veloce trasformazione, però, non è corrisposto un incremento energetico, necessario sia in risposta alle necessità di una popolazione sempre più numerosa sia in sostegno allo sviluppo economico e produttivo.
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