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Passata è la tempesta: odo augelli far festa... Stampa E-mail

Passata è la tempesta: odo augelli far festa...

di CARLO ANDREA BOLLINO


È tempo di utilizzare i dati disponibili per affrontare un problema spinoso ma altrettanto rilevante per la nostra economia e cioè il trade off - ovvero il dilemma, il conflitto - fra salute e crescita economica.

All’inizio della pandemia ovviamente tutta l’attenzione è stata concentrata ad attuare misure che potessero mitigare o comunque contrastare la diffusione del virus. Le conseguenze sull’attività economica e sulla vita sociale sono passate in secondo ordine rispetto all’emergenza sanitaria. Sorprendentemente per il pubblico, ma non per gli addetti ai lavori del sistema elettrico, il modello di riferimento è stato sostanzialmente quello del peak-shaving.

Ovvero, si è detto: poiché la curva di diffusione della pandemia potrebbe avere un picco che eccede la disponibilità di posti di terapia intensiva degli ospedali, occorre pertanto fare di tutto per abbassare tale picco e quindi rallentare la diffusione del contagio. Questa è una operazione che conosce bene chi gestisce la rete elettrica nei momenti di picco, quando la domanda eccede l’offerta: se non si riesce ad attivare capacità si deve ricorrere all’interrompibilità.
Altrettanto bene conosce questa operazione chi ha a che fare con i tubi del gas: quando la domanda invernale eccede l’utilizzo e la capacità giornaliera di
recovery dagli stoccaggi e delle importazioni è insufficiente, occorre attuare misure di riduzione della domanda, ad esempio switchare centrali da gas a olio combustibile.

Ora, passata la fase acuta, occorre analizzare se c’è stata una relazione fra le misure che sono state prese per rallentare o comunque modificare il corso naturale della pandemia e l’effetto economico che queste misure hanno determinato. Si può fare un’analisi econometrica considerando tre gruppi di variabili: Primo, la domanda di elettricità; ovvero la variazione della domanda nel periodo 23 febbraio - 3 giugno, che è stato quello di massima attuazione delle misure di
lockdown nel nostro Paese, confrontandola con lo stesso andamento dell’anno precedente, ovviamente tenendo conto delle differenze di temperatura giornaliera ed eventualmente di prezzo dell’energia.

Secondo, si può misurare la variazione della mobilità così come offerta da Google Mobility, considerando la differenza di spostamenti rispetto al normale e suddivisa in due gruppi di attività: la mobilità verso la propria residenza e quella verso il posto di lavoro Terzo, le variabili rilevanti dal punto di vista della pandemia che si possono prendere in considerazione sono il numero di tamponi effettuati, il numero di ospedalizzazioni e il numero di ricoveri in terapia intensiva.

Non sono rilevanti ai fini di indagine empirica i numeri dei decessi. Basti notare che a parità di contagi rispetto alla popolazione, il numero di morti in Italia è stato 4 volte quello in Germania nel periodo comparabile. Si può ipotizzare che noi abbiamo registrato come decesso Covid qualsiasi decesso, anche con altre concause (cioè ammalati con altre patologie che si sono aggravati con il Covid), mentre in Germania sono stati registrati i decessi dovuti solo al Covid.
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