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Crescita sostenibile, diamo un voto ai prodotti green Stampa E-mail

Crescita sostenibile, diamo un voto
ai prodotti
green

di GIOVANNI BARCA e MONICA TOMMASI / Amici della Terra*


Nella comunicazione di tutti i giorni, sono molti i messaggi che promuovono la vendita di prodotti o il sostegno di strategie in nome dell’ambiente e della natura ma che, in concreto, incidono poco sulla loro effettiva tutela.

Spesso, il mondo della produzione e della finanza evoca la sostenibilità ambientale ma non sempre comportamenti e azioni reali sono verificati da soggetti terzi competenti che possano garantire al consumatore – e alla collettività in generale – che gli obiettivi della sostenibilità siano oggettivamente ed effettivamente conseguiti. Per evitare il greenwashing e dare sostegno a imprese e prodotti realmente orientati alla sostenibilità, è necessario condividere un metodo il più possibile oggettivo che consenta di valutare, da parte di soggetti indipendenti e qualificati, il rating di aziende e prodotti in base ad una contabilità ambientale trasparente.

La certificazione ambientale è altresì indispensabile quando una società intenda quotarsi in borsa e classificarsi tra le aziende ESG. L’acronimo sta per
Environmental Social Governance e si utilizza in ambito economico-finanziario per indicare tutte quelle attività legate all’investimento responsabile (IR) quello cioè che, perseguendo gli obiettivi tipici della gestione finanziaria, tiene anche in considerazione aspetti di natura ambientale, sociale e di governance.
Sia gli investitori che gli operatori finanziari, infatti, hanno ben presente che le aziende attente ai temi ambientali e sociali corrono minori rischi reputazionali, sono meno inclini a comportamenti sanzionabili e a incorrere in condanne e costosi risarcimenti.

Dalla lettura del
Rapporto sullo stato dell’ambiente 2019 della European Environmental Agency (EEA) risulta inoltre evidente che le politiche ambientali non sono solo uno specifico settore d’intervento ma devono essere considerate parte integrante del vivere comune. Da questo punto di vista pare evidente che l’affidabilità di un’azienda o di un’amministrazione non possa essere valutata soltanto in base alla capacità di far fronte agli impegni economico-finanziari ma anche in ragione dei propri doveri nei confronti dell’ambiente.

L’EEA ben prima della pandemia da Covid-19 osserva che “
l’Europa non raggiungerà il suo obiettivo di sostenibilità semplicemente promuovendo la crescita economica e cercando di gestire gli effetti collaterali dannosi con strumenti di politica ambientale e sociale. Piuttosto, la sostenibilità deve diventare il principio guida per politiche e azioni ambiziose e coerenti in tutta la società. Per favorire profondi cambiamenti occorrerà che tutte le aree e tutti i livelli di governo lavorino insieme e sfruttino l’ambizione, la creatività e il potere di cittadini, imprese e comunità”. Se finalmente diamo credito ai tecnici preposti alla tutela dell’ambiente, agire solo con leggi di settore non basta a tutelare il Pianeta, è necessario agire a livello complessivo partendo proprio dai prodotti: quali produrre, in che modo e come finanziarli.
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*Nuova Energia ringrazia gli Amici della Terra per la pubblicazione di questo articolo, apparso in versione originale sull’Astrolabio

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