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Il ciel di Lombardia, così bello quando... c’è il lockdown Stampa E-mail

Il ciel di Lombardia, così bello quando...
c’è il
lockdown

Estratto del DossieRSE su Covid-19 e qualità dell’aria in Lombardia, curato da RSE e PoliMi


Le misure introdotte dal Governo per contenere la diffusione del Coronavirus, a partire dal 24 febbraio 2020, hanno imposto un forte rallentamento agli spostamenti dei cittadini, offrendo uno scenario di mobilità del tutto inedito

In questo frangente è interessante indagare come l’aria abbia beneficiato della riduzione massiccia imposta al traffico e all’arresto di gran parte delle attività commerciali e produttive. In Pianura Padana, dove il problema della scarsa qualità dell’aria è sotto i riflettori delle principali istituzioni ambientali, questa analisi riveste un interesse ancora più marcato, come mostrano anche alcuni studi presentati nelle scorse settimane (fra tutti, citiamo quello di ARPA Lombardia e di SNPA - Sistema Nazionale di Protezione Ambientale).
Qui il problema dell’inquinamento atmosferico deriva da un insieme di concause, a partire dalla densità abitativa e dal tasso di industrializzazione elevato, in aggiunta alla geografia di bacino chiuso parzialmente da Alpi e Appennini e a condizioni meteoclimatiche che favoriscono l’accumulo di inquinanti, specie nei mesi invernali.

Il periodo di
lockdown è arrivato in coda a un inverno particolarmente gravoso per la qualità dell’aria: dall’inizio di dicembre 2019 alla prima settimana di febbraio 2020 le concentrazioni di polveri sottili e biossido d’azoto in Lombardia sono state spesso oltre i limiti consentiti dalla legge
e a metà febbraio erano già stati consumati in Lombardia i 35 giorni annui
di superamento del limite dei 50 μg/m3 concessi dalle norme europee per il PM10.

In RSE - Ricerca sul Sistema Energetico da oltre 15 anni è stata maturata e consolidata un’esperienza sullo studio della qualità dell’aria a scala nazionale e locale, basato sull’utilizzo di modelli fotochimici, in grado di simulare i processi di diffusione e di dispersione degli inquinanti, stimarne le concentrazioni e quantificare il contributo dei diversi settori di attività antropica ai livelli di inquinamento. Per la loro copertura spaziale omogenea e per la capacità di fare previsioni e stime, anche in caso di scenari emissivi ipotetici, i modelli sono un complemento valido alle misure, in situ e satellitari.

Nella fattispecie, nell’ambito dell’attività di RSE finanziata dal fondo per la Ricerca di Sistema, si svolgono ricerche che permettono di stimare in che misura il traffico veicolare contribuisce alla concentrazione di inquinanti e come una flotta di veicoli rinnovata possa contribuire a mitigare l’inquinamento atmosferico. In questo contesto, le limitazioni agli spostamenti imposte ai cittadini dall’emergenza sanitaria rappresentano un’opportunità di indagine unica e irripetibile di verifica sul
campo di politiche di mitigazione dell’inquinamento. Pertanto, sulla base delle competenze consolidate in RSE e grazie ad una collaborazione attiva con AMAT (Agenzia Mobilità Ambiente e Territorio), è stato avviato uno studio in cui si indagano gli impatti del traffico veicolare sulla qualità dell’aria in Lombardia e nell’area metropolitana milanese, le cui evidenze preliminari sono riportate nel seguito. [...]

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