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La transizione a garanzia della ripresa Stampa E-mail

La transizione a garanzia della ripresa

di SIMONE MORI / presidente Elettricità Futura Visita il profilo LinkedIn


L’emergenza sanitaria ha messo a dura prova le imprese del nostro settore che sono state chiamate a compiere uno sforzo enorme per garantire la sicurezza del servizio elettrico in questo difficilissimo contesto.

Le imprese elettriche italiane hanno dimostrato in questo frangente una straordinaria capacità di resilienza e adattabilità, grazie all’impegno e alla dedizione dei nostri colleghi sul campo e al pieno sfruttamento della trasformazione digitale, che ci ha consentito di continuare a lavorare garantendo tutte le attività di supporto ma anche, in gran parte dei casi, quelle operative la cui gestione è sempre più digitale e remotizzata.

Il periodo di
lockdown con la chiusura della maggior parte delle attività e un crollo drammatico della domanda di energia suggerisce che il ritorno alla fase ante-virus non sarà immediato. In virtù di questo, dobbiamo lavorare per un Recovery Fund europeo che fondi la sua capacità progettuale e visione strategica su un sistema decarbonizzato, digitalizzato e resiliente per tutti.
In tal senso il percorso intrapreso dal nostro Paese con il PNIEC, peraltro destinato a essere rafforzato in ragione dei nuovi e più ambiziosi target delineati nel
Green New Deal, rappresenta un riferimento importante.

Ora più che mai il nostro sistema industriale ed economico dovrà mettere le proprie forze al servizio di un progetto di rilancio del Paese che deve partire necessariamente da una semplificazione dei procedimenti autorizzativi, puntando a una riduzione delle tempistiche e a uno snellimento dei passaggi necessari sia per l’installazione di impianti nuovi sia per l’ammodernamento di quelli esistenti.

Se si considera che in base al PNIEC tecnologie come il fotovoltaico e l’eolico dovranno quasi triplicare la propria capacità da qui al 2030, è evidente come non sia più possibile procrastinare. Sarà inoltre fondamentale garantire anche una certezza delle regole del gioco, come nel caso del rinnovo delle concessioni per le grandi derivazioni idroelettriche che, se risolto, potrebbe generare un ciclo d’investimenti di oltre 7 miliardi nei prossimi dieci anni.
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