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Uno sguardo al futuro

di MATTEO CODAZZI / amministratore delegato CESI Visita il profilo LinkedIn


La pandemia Covid-19 ha avuto finora un impatto grave in molti Paesi del mondo. Al dramma che colpisce la salute delle persone si affianca la crisi che sta interessando le economie di tutti gli Stati coinvolti.

Una crisi epocale, la più pesante dal secondo dopoguerra, che tocca tutti i principali settori industriali. Per il nostro Paese si sta delineando uno scenario particolarmente pesante, con una previsione da parte del FMI di un decremento del Pil pari a -9,1 per cento. Tra i tanti settori colpiti, non fa eccezione quello energetico che registra un forte calo della domanda elettrica e una conseguente riduzione dei prezzi del MWh.

Per quanto riguarda la domanda, non sorprende che la rigidità delle misure di isolamento adottate da ogni Paese sia stata la causa principale della caduta dei consumi: -25 per cento in Italia, -20 per cento in Francia, -12 per cento nel Regno Unito, solo per citarne alcuni. Le percentuali sono riferite al confronto del carico nel periodo 21 marzo – 10 aprile 2020, rispetto allo stesso periodo del 2019. Nel mercato europeo, inoltre, si sono registrati prezzi dell’elettricità molto bassi, già depressi dalla fine del 2019.

La combinazione di basso carico e alta produzione da energie rinnovabili, associati anche al calo del costo dei combustibili per effetto della domanda mondiale, ha fatto registrare ripetutamente prezzi negativi. In particolare, in Italia si sono avuti prezzi nulli visto che, come noto, quelli negativi non sono consentiti. Per cercare di comprendere al meglio le criticità generate dal Covid-19, CESI ha elaborato una sua analisi che evidenzia come la situazione determinatasi sui mercati durante il
lockdown sia, in termini relativi, una buona approssimazione di quello che le previsioni pre-Covid-19 indicavano come probabile tra cinque anni, in uno scenario economico in piena continuità.

In tal senso, l’analisi CESI sottolinea come si possano ricavare fondamentali indicazioni, utili per lo sviluppo del sistema energetico nel prossimo decennio, proprio esaminando l’impatto che la pandemia ha avuto sul settore nel periodo tra metà febbraio e metà aprile di quest’anno. Focalizzandosi sull’Europa, e in particolare sull’Italia, la nostra analisi ha inoltre evidenziato l’unicità dell’attuale crisi rispetto alle tre maggiori occorse dopo la Seconda Guerra mondiale: prima crisi petrolifera del 1973, seconda crisi petrolifera del 1979 e crisi finanziaria del 2008.

Sebbene ci siano elementi in comune con quella attuale – come il calo del Pil, la stagnazione e, in alcuni casi, il calo della domanda di elettricità – le tre crisi citate sono state frutto di decisioni consapevoli quindi, in qualche modo, gestibili attraverso le iniziative dei governi. Non è così, invece, per l’attuale. Sono le misure restrittive, adottate dai governi come risposta alla diffusione del virus, a determinare gli effetti sulle economie dei Paesi colpiti. Almeno fino all’individuazione di un vaccino, o di terapie efficaci, gli stessi governi potranno fondamentalmente continuare ad agire solo in modo reattivo per arginare gli effetti della pandemia.
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