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Furbizia italica, la regola consolidata è tirare a campare Stampa E-mail

Furbizia italica, la regola consolidata
è tirare a campare

di ROBERTO NAPOLI / professore emerito Politecnico di Torino


Ha fatto un certo scalpore la dichiarazione della vicepresidente argentina Cristina Kirchner su una mafiosità genetica italica, frase erroneamente estrapolata da un contesto di attacco all’ex presidente Mauricio Macri, di lontane origine italiane.

In realtà la caratteristica genetica italiana più ricorrente è la furbizia, frutto di un’atavica necessità di sopravvivere passabilmente in condizioni difficili. La furbizia risulta particolarmente fastidiosa quando alligna in un contesto generalmente caratterizzato da una concentrazione di intelligenza, quale quello dell’università e della ricerca.

Purtroppo dappertutto (non solo in Italia) il mondo scientifico risulta sempre più attaccato dal virus della furbizia. Il vecchio detto accademico
publish or perish viene sempre più declinato in un accomodamento via via inquinato da una perniciosa furbizia scientifica. Per avanzare nella carriera accademica bisogna pubblicare su riviste internazionali.

Gli indici numerici utilizzati per le valutazioni di merito sono la
quantità (numero di pubblicazioni) e la qualità percepita (importanza della rivista, numero di citazioni negli articoli di altri). Di conseguenza si è assistito all’esplosione a raffica di riviste, di articoli e di citazioni, con una sempre maggiore diffusione della più ovvia furbizia. Il risultato è che buona parte della produzione scientifica, oggi, è finalizzata alle più egoistiche esigenze di carriera, aggiungendo ben poco all’avanzamento della scienza, per cui in gran parte può essere tranquillamente ignorata.

Il fenomeno è abbastanza generalizzato. Una volta, nelle riviste più accreditate, insieme a un articolo venivano pubblicati i commenti dei revisori e le risposte degli autori, con grandissimi vantaggi per la qualità dei contenuti. Una cosa del genere oggi è semplicemente impensabile.
Il numero di riviste è talmente elevato che il compito di fare da revisori ricade su un grandissimo numero di persone, per cui le vendette arriverebbero inevitabilmente a inquinare ogni dibattito scientifico.
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