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Le fake del turboliberalismo energetico
stanno finalmente venendo al pettine

di MICHELE GOVERNATORI / disegni di Paolo Ghelfi


I nodi delle falsità turboliberiste sul mercato dell’energia stanno finalmente venendo al pettine.

Il Governo è stato costretto a rispondere alle richieste degli stakeholder circa la fine paventata del mercato tutelato dell’energia, che se applicata costringerebbe milioni di consumatori a scegliere un fornitore addirittura cliccando su siti notoriamente pericolosi o, peggio, visitando gli energy store di aziende dove sono stati più volte segnalati casi di aggressione psicologica inferta a colpi di opzioni tariffarie complicatissime.

“Non se ne può più” ha scritto Ilaria Frulli, presidente dell’associazione dei piccoli clienti riuniti di Isernia, “siamo continuamente bombardati da sollecitazioni pressanti”. Non è servito a far cambiare idea a Frulli il fatto che il presidente dell’Autorità per l’energia abbia rassicurato sul fatto che se un cliente non sceglie il fornitore non verrà certo tagliato, ma assegnato a un fornitore di salvaguardia senza conseguenze di continuità.

“Neanche per sogno” ha tuonato Frulli in risposta: “Il cliente inerte ha da un lato il diritto a restare inerte, dall’altro quello di pagare poco”.
La gran parte dei parlamentari le dà ragione, visto che un emendamento di maggioranza propone di correggere la proroga del Milleproroghe in modo che siano i clienti che scelgono il fornitore a finanziare uno sconto per quelli “pigri”.

“Se sono così interessati a scegliere, qualcosa sotto ci sarà, perché scalpitano tanto? Di sicuro hanno tempo da perdere, e siccome il tempo è denaro: paghino di più” ha dichiarato a ADNKronos Aldo Aldaini, membro della X Commissione della Camera dei Deputati.

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