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Achille Colombo Clerici: "Basta coi palliativi, è un problema di politica urbana" Stampa E-mail

Achille Colombo Clerici: “Basta coi palliativi, è un problema di politica urbana”

di DAVIDE CANEVARI


Non risulta che Greta abbia mai parlato di teleriscaldamento. E si sa che, nell’attuale contesto mediatico, ogni parola che pronuncia la Thumberg diventa pressoché virale.

Eppure, negli ultimi tempi - almeno in Italia - questa tecnologia ha ricominciato a essere citata con una frequenza assolutamente sconosciuta in anni recenti, da una pluralità di soggetti spesso coinvolti a vari livelli nella filiera edilizia (dalle associazioni dei consumatori a quelle degli amministratori di condominio, fino ai costruttori). La platea è divenuta più ampia e diversificata. Le parole da sole, naturalmente, non bastano ad aprire un cantiere. Ma intanto giornalisticamente cogliamo lo spunto.

L’Associazione Italiana Riscaldamento Urbano (AIRU), con cui
Nuova Energia collabora proprio sui temi della comunicazione, ha pubblicato sul suo sito un intervento di Achille Colombo Clerici, presidente di Assoedilizia e di Federlombarda Edilizia, che di sicuro esce dagli schemi e che riproponiamo quindi ai nostri lettori. Lo spunto di partenza è quello del superamento delle soglie di inquinamento in ambito urbano, quell’emergenza smog che ormai da decenni si ripresenta puntuale come un treno giapponese.

“Il tema è estremamente complesso - esordisce Clerici - e va inquadrato nella più generale stortura delle scelte energetiche del nostro Sistema Paese, avendo deciso di utilizzare prevalentemente fonti fossili e di inquinare dove l’energia si consuma e non dove si produce. Nelle nostre città sono milioni i punti di inquinamento, tra automobili, camion, bus, fornelli delle cucine domestiche, caldaie, caldaiette e stufe per il riscaldamento”.

“Ai fini della lotta all’inquinamento atmosferico - e mettiamo bene in chiaro che il PM10 non è l’unico problema - occorre puntare sull’uso dell’energia elettrica, la più pulita poiché, se inquina, ciò avviene nel luogo in cui viene prodotta in grandi impianti, con sistemi di controllo e abbattimento, programmi di manutenzione, che certamente sono più difficili da attuare nel caso del singolo cittadino. E poi, di solito, le centrali di potenza sono posizionate in zone aperte, dove lo smaltimento dell’inquinamento è più agevole”.
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