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Il nuovo “affare” verde Stampa E-mail

Il nuovo “affare” verde

di FRANCESCO ANDREOTTI e FRANCESCA FLOCCIA


Tutto è iniziato circa un anno fa negli Stati Uniti, con la proposta di legge chiamata Green New Deal.

Il nome Green New Deal (di seguito Green Deal) si rifà al New Deal, che fu un insieme di riforme sociali ed economiche varate dal presidente Roosevelt negli anni ‘30 per risollevare gli Stati Uniti dalla Grande depressione del 1929. Il Green Deal statunitense è un pacchetto di provvedimenti “verdi”, nato come risposta alla grande crisi climatica e ha un duplice obiettivo: far fronte ai cambiamenti climatici e alla disuguaglianza sociale ed economica.

Il piano americano mira al raggiungimento di un’economia a zero emissioni nette, cosiddetta
Carbon Neutral, entro il 2050, riducendo l’utilizzo dei combustibili fossili, puntando sulle fonti rinnovabili e compensando almeno una parte delle emissioni attraverso programmi di riforestazione.
La “neutralità del carbonio”, o “impronta netta di carbonio pari a zero”, si riferisce al raggiungimento di emissioni nette di biossido di carbonio, bilanciando le stesse con la rimozione del carbonio o semplicemente eliminandole del tutto.

A fine 2019 il progetto dal nome
Green New Deal for Europe è sbarcato in Europa e la Commissione europea ha deciso di metterlo al centro del proprio programma. Il Green Deal europeo rappresenta, dunque, la nuova strategia per la crescita sostenibile, che consentirà sia di ridurre le emissioni inquinanti e di gas serra, sia di creare nuovi posti di lavoro. [...]

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