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Cosa frena i long term PPA? Stampa E-mail

Cosa frena i long term PPA?

di FRANCESCO LEPRE / Duferco Energia Visita il profilo LinkedIn


Accantonata la prima asta prevista dal Decreto FER luglio 2019, si cominciano a tirare le somme sugli esiti. Quanto siamo lontani dal raggiungimento degli obiettivi green che ci siamo posti?


I primi 500 MW (Gruppo A) sono stati allocati, con un esubero di circa 70 MW. Quello che salta agli occhi è la limitata partecipazione per l’accesso ai registri per impianti che prevedono lo smaltimento di amianto. Allocati meno di 8 MW su 100 disponibili.
Per il resto, sembra che tutto vada nella direzione prevista. Ma i grandi esclusi per normativa sono stati i fotovoltaici a terra. Per questi ultimi, l’unica strada da percorrere per incrementare la produzione solare sono i
Long Term Power Purchase Agreement (PPA). La chiave di questi contratti (quando non sono autofinanziati) è la bancabilità degli impianti.

Molti sono gli operatori attivi in questo ambito, ma fino ad oggi la curva tra domanda e offerta rimane aperta, senza trovare facilmente un punto d’incontro. Complici di questa situazione di stallo, i prezzi
forward degli ultimi mesi su prodotti Cal+1, Cal+2 e Cal+3.
Già prima della situazione di crisi legata al COVID-19, i prezzi stavano mostrando un trend ribassista. Partiamo dunque dalle condizioni precedenti all’emergenza e cerchiamo di fare qualche valutazione strutturale.

Pur essendo in una situazione di
contango (più la consegna dei prodotti è lontana e più il loro prezzo è alto), nelle ultime settimane ante-emergenza i prezzi avevano espresso valori in ribasso. A spingere in basso le quotazioni c’era stata l’abbondante “invasione” di GNL, un inverno mite (che ha lasciato gli stoccaggi europei a livelli elevati) e una domanda ancora “fiacca”.

Il 2019 ha chiuso a 52,32 euro/MWh. Con una CO2 media intorno ai 25 euro/tonnellata. In Italia sappiamo che il prezzo marginale è determinato dai cicli combinati alimentati a gas naturale (CCGT).
Questo varrà fin tanto che la curva residuale rimarrà positiva in tutte le ore del giorno (quindi fino a quando la produzione elettrica da fonti rinnovabili non sarà in grado di coprire totalmente il fabbisogno di almeno un’ora in un giorno tipo).
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