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Comunità energetiche rinnovabili, l’Italia muove un passo Stampa E-mail

Comunità energetiche rinnovabili,
l’Italia muove un passo

di ROBERTO NAPOLI / professore emerito Politecnico di Torino


Nel bel mezzo di uno dei periodi più plumbei e agitati della politica italiana spunta, come un cilindro dal cappello, una grande novità positiva, attesa da tempo.

La novità riguarda una questione centrale per il futuro energetico italiano, come più volte richiamato (in particolare su questa rivista). È stato sbloccato (finalmente) il tabù che tagliava le gambe alle aggregazioni private di consumatori. Grazie a un emendamento parlamentare inserito nel decreto milleproroghe (convertito nella Legge 28 febbraio 2020, n.8), è stato accettato il principio che i consumatori di energia elettrica possano associarsi per divenire autoconsumatori che agiscono collettivamente.

È un grande risultato, il cui merito originario va ascritto all’Unione Europea, in particolare alla Direttiva UE 2018/2001 e alla 2019/944.
Il dibattito scientifico ha messo in chiaro da tempo i vantaggi (e per certi versi l’ineluttabilità) di liberalizzare la generazione distribuita, trasformando l’infrastruttura elettrica in un aggregato di mini e micro reti, come una sorta di
Internet elettrico a cui si appoggiano le articolazioni reticolari finali.

Grazie ai progressi tecnologici e alle fonti rinnovabili, sarà sempre più possibile produrre energia più vicino a dove la si consuma, estendendo a macchia d’olio la trasformazione dei consumatori passivi in consumatori attivi, o direttamente o tramite aggregazioni. Le reti di trasmissione e distribuzione elettrica sono destinate a mutare profondamente il loro ruolo, che sarà quello di garantire una connessione affidabile in grado di consentire gli scambi fra le varie generazioni di energia elettrica e superare le criticità derivanti dall’aleatorietà di alcune fonti rinnovabili.

Prende quindi sostanza il parallelo concettuale fra l’
Internet dei dati,
in cui gli utenti possono accedere al web per scambiare e ricevere dati, e l’Internet dell’energia, in cui gli utenti dovrebbero potere immettere o ricevere energia. La Direttiva UE 2019/944 (articolo 42) stabilisce chiaramente la libertà dei consumatori di potere consumare, immagazzinare o vendere sul mercato l’energia elettrica autoprodotta, partecipando a tutti i mercati e fornendo flessibilità al sistema, con il conseguente corollario di rimuovere gli ostacoli che impediscono di esercitare questi diritti. È un’autentica rivoluzione, con profonde ripercussioni economiche e sociali. [...]

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