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Power storage, i modelli numerici in aiuto del mercato elettrico Stampa E-mail

Power storage, i modelli numerici
in aiuto del mercato elettrico

di MATTEO CODAZZI / amministratore delegato CESI Visita il profilo LinkedIn


La diffusione degli impianti per l’accumulo elettrochimico non sembra destinata a fermarsi.

Anzi, nel recente Energy Storage Outlook 2019, Bloomberg New Energy Finance (BNEF) sostiene che, da oggi al 2030, il costo per kWh delle batterie si dimezzerà ancora, dopo aver già visto una riduzione notevole (meno 85 per cento) nel periodo 2010-2018, arrivando a un valore medio di circa 176 dollari/kWh.

Secondo le ultime analisi di Wood Mackenzie, nel giro di pochi anni la Cina vedrà aumentare di ben venticinque volte la capacità totale installata nell’
energy storage: una spinta derivante principalmente dagli incentivi del governo centrale, che hanno sostenuto diversi impianti Front-of-The-Meter (FTM). Proprio per far fronte a una tale crescita, BNEF stima che entro il 2040 si renderanno necessari, globalmente, investimenti per oltre 660 miliardi di dollari. Tra i fattori chiave di questo sviluppo, non solo il costo in discesa delle batterie, ma anche la crescente competitività delle energie rinnovabili rispetto a gas e carbone.

Negli ultimi quindici anni, infatti, il ricorso sempre più diffuso alla generazione da energia rinnovabile non programmabile ha richiesto, e richiederà ancora di più in futuro, una sempre maggiore flessibilità del sistema elettrico.
L’
energy storage va quindi interpretato come una delle soluzioni che permette di garantire al meglio questa flessibilità. Già oggi stiamo assistendo all’installazione di batterie accanto a parchi solari ed eolici.

Si tratta di un trend particolarmente rilevante nell’economia delle aziende “ibride”, che possono accumulare energia per erogare servizi di sistema e per il bilanciamento.
Quando si parla di accumulo di energia, occorre sia quantificare il valore di accumulo necessario al sistema elettrico sulla base di scenari previsionali, sia valutare se e come gli investimenti possano essere ripagati.
Per rispondere a tali esigenze, CESI ha sviluppato alcuni strumenti di simulazione.

Si tratta di
tool che permettono di identificare la necessità e la profittabilità di investimenti nell’accumulo, tenendo conto della complessità del sistema: dagli scenari previsionali alle regole di mercato, dalle prestazioni delle batterie, all’evoluzione delle tecnologie. Le simulazioni elaborate da CESI consentono, dunque, di quantificare quali sono i servizi più profittevoli per gli accumuli e di eseguire un’avanzata analisi dei rischi.
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