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In ricordo di Massimo Gallanti (e del lavoro “fatto bene”) Stampa E-mail

In ricordo di Massimo Gallanti
(e del lavoro “fatto bene”)



Massimo Gallanti è prematuramente scomparso nel pieno della sua attività di Direttore del Dipartimento Sviluppo Sistemi Energetici di RSE, dopo un crudele percorso di malattia, sopportato con una non comune fortezza d’animo e lucida serenità.

È stata una figura importante e autorevole nel mondo della ricerca scientifica e tecnologica, che ha accompagnato la transizione del sistema elettrico, dal periodo del monopolio Enel alla realizzazione del mercato secondo le linee dettate dal contesto comunitario.
Dopo la laurea in Ingegneria Elettronica all’Università di Bologna, la sua carriera scientifica è iniziata presso il CISE, su temi di intelligenza artificiale e computer science. Si trattava di applicare concetti innovativi e sperimentare metodologie avanzate a problemi che Enel, tramite la propria Direzione Studi e Ricerche, conduceva con CISE, precorrendo i tempi e con gli strumenti disponibili negli anni ‘80 e ‘90.

Ricordo ancora una delle battute fulminanti di Massimo, un paio d’anni fa, all’uscita di un convegno organizzato da Enel Foundation, durante il quale era stata data grande importanza alla trasformazione digitale in corso in tutte le Unità operative del gruppo: “In tutta questa giornata il linguaggio è stato quello delle mie origini CISE, e dire che mi sono poi applicato così diligentemente a imparare il linguaggio elettrico! Oggi non si è sentito nemmeno un
load flow o un controllo di rete…”.

Questa sua
conversione alle esigenze del sistema elettrico in trasformazione non era stata infruttuosa, anche grazie alla sua capacità di interpretare i bisogni dei clienti e stakeholder e di indirizzare con decisione e sicurezza i suoi collaboratori verso soluzioni pratiche ed efficaci.
Un esempio fra tutti, la realizzazione del sistema MBI per Terna (sistema esperto a supporto delle decisioni, attivo dal 2005) che elabora il piano manutentivo sulla base di modelli ingegneristici elaborati dalla struttura di Asset Management e che ancora oggi è alla base delle pratiche di gestione degli asset del nostro TSO nazionale.

In quegli anni era successo che, nello
scouting dell’Ingegneria di Terna per uno strumento in grado di fornire una guida agli interventi di manutenzione dei propri impianti, era stato individuato un software di gestione messo a punto negli Stati Uniti e offerto a un prezzo assai elevato. CESI era stato coinvolto nell’esame dello strumento e a questo punto era stata concepita la proposta ardita di costruire ex novo qualcosa di ancor più aderente alle esigenze Terna e ad un costo nettamente inferiore. Fu un’impresa veramente coraggiosa nella concezione e impegnativa nella realizzazione, anche per l’attenzione con la quale fu seguita dai vertici di Terna, che si coinvolsero personalmente nella realizzazione e implementazione.

Un’altra fase del percorso va individuata nel periodo di impostazione del mercato elettrico. Anche in questo caso l’intelligenza scientifica e l’intuito organizzativo di Massimo Gallanti furono ispirati e nutriti dal coinvolgimento con i principali
player e dalla fiducia che sapeva ispirare nei suoi interlocutori. Seppe mettere a frutto un luogo, l’Associazione AEIT, dove il dialogo e il confronto tra i diversi modelli di mercato e le scelte degli strumenti da mettere in campo con l’adeguata gradualità e successione erano svolti informalmente e con una certa libertà da specialisti di diversa estrazione, tecnica, economica, industriale e accademica, sapendo comporre e distillare dalle diverse esigenze qualcosa che la nascente Autorità e la politica del tempo potessero apprezzare.
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