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Telegraph Road (Dire Straits) Stampa E-mail

Telegraph Road (Dire Straits)


di FRANCESCO LEPRE Visita il profilo LinkedIn

Tanti anni fa un uomo arrivava lungo un sentiero, dopo aver camminato per trenta miglia portando in spalla il suo sacco.

Lo posò dove pensava fosse meglio. Costruì una casa in quel posto selvaggio... Che tempi! Davvero siamo vicini al punto di non ritorno?
I potenti del mondo si radunano e parlano, discutono. Quanto tempo abbiamo? È un tempo difficile, di scelte, decisioni. Chi decide per noi, chi deciderà per i nostri figli?


Abbiamo corso tanto per arrivare fino qua? Quanto? Quanto ci è voluto? Ma era la strada giusta? Intorno al nostro stile di vita girano le scelte di tre secoli. Non voglio arrivare a parlare di carbone e rivoluzione industriale, ma se ci fossimo sbagliati? E se quell’uomo avesse commesso il suo più grande errore? Se in fondo avesse deciso di proseguire il suo cammino? Abbiamo trascorso un’estate calda, guardando ghiacciai che si scioglievano e che camminavano verso valle, come volessero venirci incontro per fermarci. Un ultimo disperato gesto di sopravvivenza, liquefatto da ciò che li sta distruggendo.

Dal posto selvaggio è nato un villaggio, dal villaggio un paese, dal paese una città con industrie, lavoro, chiese, treni, ricchezza da accumulare, ricchezza da calcolare.
Quel sentiero divenne
Telegraph Road. Code infinite di auto nel traffico, in attesa di raggiungere il posto di lavoro. Un tempo infinito per spostare di qualche chilometro millecinquecento chili di lamiere, mentre accumuliamo tensione che riusciamo a sciogliere solo dopo mezz’ora di recupero alla macchinetta del caffè.
Carburanti e petrolio, tutto in fumo.

E questo concorre ad accrescere il nostro PIL? Possibile? Non voglio arrivare a tirare in ballo anche Rifkin (un caro amico anni fa me ne parlò a Roma e ora, se sta leggendo questo articolo dalla sua Ivrea, forse starà pensando che invece avrei dovuto farlo). Ma se davvero avessimo imboccato una strada sbagliata?

La Terra ha circa 4,5 miliardi di anni e i primi ominidi (e dico ominidi e non uomini) sono comparsi circa due milioni di anni fa. Questo vuol dire che, da quando è nato, l’uomo (dalla sua forma primordiale ad oggi) ha vissuto meno dello 0,05 per cento della vita della Terra. Un po’ pochino, no, per pensare di devastare il Pianeta? Siamo un soffio.
E ora pensiamo di andare su Marte.
E lì, che faremo? Siamo un virus?
[...]

 

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